Manca poco più di un mese all’attesissimo arrivo del Giro d’Italia e l’amministrazione approva il progetto di fattibilità tecnico-economica per il rifacimento di alcuni tratti stradali che ricadono nel percorso della tappa. Un intervento che ammonta complessivamente a un milione di euro, interamente finanziato con fondi comunali. «L’obiettivo primario che si propone l’intervento è quello di ripristinare la pavimentazione stradale per garantire sia lo svolgimento dell’evento sportivo sia la percorribilità veicolare nelle normali condizioni di sicurezza», spiega nella delibera Roberto Giordano Anguilla, vice sindaco con delega ai Lavori pubblici.
Gli interventi
Il progetto prevede interventi in via Taranto (dalla strada statale 16, rotatoria inclusa, e da via Einaudi sino a viale dell’Università, per 965 metri); in viale Giovanni Paolo II (nel tratto da via Ragusa, bretella di raccordo, a viale della libertà, per 1500 metri); in viale della Libertà (dalla rotatoria di via Carlo Leo sino a via Marinosci, per 1200 metri); in via del Mare (dal cavalcavia sino a via Imperatore Adriano, per 385 metri). Complessivamente, una lunghezza di poco più di quattro chilometri di strade.
La sicurezza
Il vicesindaco spiega che le condizioni attuali delle strade che saranno percorse il 13 maggio non garantiscono la sicurezza «in quanto ogni singolo tratto presenta zone dissestate e con avvallamenti più o meno profondi del manto stradale». Tutto questo risulta maggiormente evidente in presenza di condizioni meteo avverse.
«Dai sopralluoghi effettuati, abbiamo verificato un diffuso e generalizzato stato di degrado di livello medio ed elevato del manto stradale, dovuto alle mancate manutenzioni, ai numerosi lavori effettuati nel tempo per il passaggio di sottoservizi, nonché al traffico veicolare, con buche che si presentano in modo sporadico, cedimenti localizzati in corrispondenza del passaggio di mezzi pesanti, rappezzi in corrispondenza di alcuni ripristini, fessurazioni a blocchi, soprattutto lungo il percorso delle ruote dei veicoli e in corrispondenza di reinterro scavi», afferma Roberto Giordano Anguilla.