Avrebbero eseguito visite private nei locali dell’Asl e utilizzando strumenti in dotazione alla sanità pubblica il cardiologo Massimo Trianni, dirigente medico, e l’infermiera arrestati in Puglia con l’accusa di concorso in peculato, falso ideologico aggravato, accesso abusivo a sistema informatico e truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale.
Il provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emesso dal gip del Tribunale di Lecce, è stato eseguito dai carabinieri del Nas.
Gli arresti arrivano a conclusione di un’indagine avviata su scala nazionale lo scorso anno e focalizzata sul monitoraggio delle attività libero-professionali intramoenia.
Stando a quanto emerso, il dirigente medico e l’infermiera avrebbero «istituito un sistema parallelo di erogazione di prestazioni sanitarie a pagamento all’interno di strutture pubbliche».
Con il loro modus operandi, gli indagati avrebbero eluso i canali ufficiali di prenotazione (come il Cup) e avrebbero incassato i compensi. Il medico avrebbe introitato anche le indennità di esclusività garantite dal contratto, per un totale di almeno 52mila euro.
Trianni era al suo ultimo giorno di lavoro. Da domani andrà in pensione. I carabinieri del Nas gli hanno notificato questa mattina l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari alle 8, quando era già in servizio nel suo ambulatorio di cardiologia nel distretto Asl/Le di piazzetta Bottazzi.
L’infermiera sua collaboratrice, raggiunta dallo stesso provvedimento, da tempo invece non risulta in servizio per motivi di salute.









