Guai per i gestori di due distributori di carburante a Lecce dopo i controlli della Polizia locale, intensificati a seguito dei recenti rincari del prezzo del petrolio e delle prime ipotesi di possibili fenomeni speculativi da parte di operatori del settore energetico. Un contesto reso ancora più delicato dalle tensioni in Medio Oriente. L’operazione, condotta dal Nucleo di polizia amministrativa lo scorso 10 marzo, ha portato all’ispezione di cinque impianti.
Dai controlli è emersa una situazione di scarsa chiarezza a danno dei consumatori in due punti della città: la zona dello stadio e la strada statale 101 Lecce–Lequile. Nel primo caso, gli agenti hanno riscontrato un sistema che rendeva difficile per l’utente conoscere il prezzo reale del servizio. Gli schermi sulle colonnine erano disattivati o bloccati sulla modalità “self service”, era presente solo un piccolo cartello non luminoso che indicava un supplemento di +0,220 €/l per benzina e diesel e la modalità “servito” veniva attivata dall’addetto tramite tessera magnetica che modificava il prezzo al momento dell’erogazione.
Per quanto riguarda la seconda stazione di servizio, invece, le difformità riguardavano la discrepanza tra quanto promesso e quanto effettivamente pagato: l’ultima erogazione registrata mostrava un prezzo di 2,047 €/l, superiore a quello esposto sul display per la modalità servito (1,847 €/l). La presenza di cartelli “self”, inoltre, andava in contrasto con le indicazioni “servito” riportate sui display, creando confusione. Per entrambi i gestori è scattata una multa di 1.032 euro, così come previsto dalle norme sulla tutela del consumatore e dal codice del consumo.