Sarebbe stata una polmonite emorragica, causata probabilmente da un virus influenzale, a provocare la morte di Ibram, il bambino di 11 anni deceduto lunedì scorso a Lecce. Questo quanto emerge dall’autopsia, disposta dall’Asl e chiesta dal medico del Pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi, dove il bambino era arrivato in condizioni disperate. Il piccolo era tornato a casa dopo che le insegnanti, preoccupate per le sue condizioni di salute, avevano avvisato la famiglia.
«Non c’è stato un malore improvviso», aveva chiarito la dirigente dell’istituto scolastico Galateo, Francisca Camero: «Il ragazzo è arrivato a scuola già con una tosse persistente e gli occhi lucidi ma nonostante ciò aveva svolto regolarmente l’attività didattica prima che venisse allertata la famiglia per suggerire loro che lo portassero a casa».
L’esame avrebbe evidenziato un’alterazione polmonare dettata da un fatto acuto virale che non gli ha lasciato scampo. Ulteriori accertamenti dovranno stabilire se il bambino fosse affetto anche da una patologia cardiaca pregressa e mai diagnosticata, che potrebbe aver contribuito ad aggravare il quadro clinico. La salma, intanto, è stata già restituita alla famiglia per le procedure di rimpatrio in Senegal dove sarà tumulata.
Tanti i messaggi di cordoglio e il sostegno arrivato alla famiglia di Ibram, dall’istituto Galateo, dalla comunità senegalese e dagli amici musicisti di Khadim, papà del bambino e co-fondatore del gruppo Ghetto Eden.










