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Lecce, imprenditore col Suv travolge e distrugge la bici di un rider: «Arroganza inaccettabile»

Per il sindacato, quella del ristoratore è stata «una reazione spropositata». Il mezzo utilizzato dal lavoratore per le consegne è andato distrutto

Lecce, imprenditore col Suv travolge e distrugge la bici di un rider: «Arroganza inaccettabile»

La bicicletta elettrica di un rider, momentaneamente parcheggiata davanti a un passo carrabile per permettere al lavoratore di effettuare una consegna, sarebbe stata travolta dal Suv di un ristoratore. È accaduto a Lecce. La bici, che il rider usa per il suo lavoro, è andata completamente distrutta.

L’episodio, afferma la segretaria regionale della Felsa Cisl Puglia, Valentina Pascali, «travalica i confini del mero atto vandalico».

La sindacalista parla di un’azione compiuta «deliberatamente» da parte del ristoratore, sottolineando l’«arroganza insita in un gesto che rivela un evidente disprezzo».

Per Pascali «una reazione così spropositata può soltanto essere sottesa all’idea che un certo status economico o sociale dia il diritto di calpestare regole, persone e beni altrui. È l’affermazione dell’inaccettabile logica di chi crede che i propri diritti valgano sempre più di quelli degli altri».

La segretaria regionale della Felsa Cisl Puglia aggiunge che «un altro tema di riflessione è l’insensibilità verso chi lavora: per chi fa il rider, la bicicletta non è un passatempo o un mezzo qualunque, ma lo strumento di lavoro fondamentale, l’unico mezzo con cui sostentare se stesso e la propria famiglia. Distruggerla non è solo un atto materiale deprecabile, ma significa colpire direttamente la dignità e la sicurezza di una persona che lavora per vivere. C’è un’incredibile spietatezza nella leggerezza con cui si priva qualcuno del proprio sostentamento per un piccolo disagio».

Questa vicenda, conclude Pascali, «ci riguarda tutti perché mostra cosa succede quando viene meno la capacità di riconoscere l’altro come persona e come lavoratore. Quando questo avviene, la società smette di essere un luogo di convivenza».