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Lecce in moneta, il Barocco e Sant’Oronzo entrano nella collezione della Zecca. Perrone: «Omaggio alla città»

La pietra leccese, con la sua capacità unica di catturare il sole e restituirlo in bagliori dorati, diventa patrimonio numismatico nazionale. Lecce entra ufficialmente nella Collezione Numismatica 2026 della Zecca dello Stato. La moneta dedicata al capoluogo salentino è stata svelata oggi a Roma, nella sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla presenza del ministro Giancarlo Giorgetti, della sindaca Adriana Poli Bortone e dell’architetto leccese Alfredo Foresta, autore del disegno.

Due facce, una storia millenaria

La moneta è un viaggio in miniatura tra le epoche. Su una faccia trionfa la Lecce romana: è incisa la colonna sormontata dal Santo Patrono, simbolo di gratitudine e, al contempo, emblema della Via Appia, definita dal Comune “la più importante strada del mare della storia”, a sottolineare la vocazione adriatica della città. Sull’altra faccia esplode il Barocco: i dettagli della balaustra del rosone della Basilica di Santa Croce, con il loro intreccio di figure umane e mitologiche, celebrano l’arte che ha reso Lecce unica al mondo.

Particolarmente sentito l’intervento di Paolo Perrone, presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ed ex sindaco della città: «È un omaggio alla città che ha saputo trasformare la pietra in luce e l’arte in identità. Per me è anche un richiamo personale – ha confessato Perrone – perché Lecce mi ha insegnato quanto il patrimonio culturale possa diventare parte viva della comunità».

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