Un infermiere in servizio nel reparto di Chirurgia plastica dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce è indagato per truffa e peculato: avrebbe falsamente comunicato a un paziente che una neoformazione era al 99% un melanoma cutaneo e gli avrebbe chiesto 100 euro per presunti accertamenti urgenti.
La vicenda
Il 25 agosto 2025 un paziente salentino si è sottoposto a un intervento chirurgico in day service per rimuovere una neoformazione e, lo stesso giorno, è stato dimesso. Il primo settembre, l’infermiere avrebbe effettuato la prima medicazione domiciliare utilizzando garze sterili, crema alla gentamicina e disinfettante Braunol, lasciando il kit in casa del paziente. Subito dopo, avrebbe comunicato una falsa diagnosi di melanoma e chiesto 75 euro per ulteriori accertamenti, incassando 100 euro con la promessa di restituire la differenza alla seconda medicazione, che però non è mai stata effettuata. Il 18 settembre, andando in ospedale, il paziente scopre che l’esame istologico non evidenziava alcun melanoma e denuncia l’accaduto.
Nel corso delle indagini, i carabinieri del Nas hanno accertato un ammanco di medicinali dall’ospedale: 78 flaconi di Braunol, 4.510 pezzi di garza idrofila e 127 tubetti di gentamicina, compatibili con quelli utilizzati per la medicazione domiciliare. Il cellulare dell’infermiere è stato sequestrato e il materiale medico recuperato. Dagli approfondimenti è inoltre emerso che il personale sanitario non poteva svolgere incarichi extra senza autorizzazione.
L’Asl, ritenendo attendibili le dichiarazioni del paziente, ha avviato un’indagine interna e licenziato l’infermiere.










