Rischio speculazioni sugli investimenti nelle energie rinnovabili. L’allarme è stato lanciato dal presidente della Provincia, Fabio Tarantino, durante l’incontro che si è svolto ieri nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini.
Il tavolo istituzionale è stato convocato da Tarantino su richiesta del sindaco di Surbo, Ronny Trio, per affrontare il tema della crescente proliferazione di istanze per impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili nel territorio di Surbo e nel Nord Salento. Al centro del dibattito, l’elevato numero di richieste autorizzative: solo nel territorio di Surbo si contano quindici istanze per impianti agrivoltaici. «Ho accolto un grido di dolore del territorio. La rincorsa agli investimenti nelle rinnovabili va governata per evitare fenomeni speculativi. La Puglia è, per potenza e produzione, la prima tra le regioni italiane per impianti a terra di tipo eolico e fotovoltaico», ha sottolineato Tarantino.
Il presidente è convinto che sole e vento rappresentino una risorsa strategica ma anche un forte richiamo per investitori attratti dai costi contenuti dei terreni.
L’azione politica
Il dirigente del Servizio Pianificazione territoriale, Fernando Moschettini, ha illustrato la complessità dell’iter autorizzativo, regolato da norme articolate e competenze distribuite tra più livelli istituzionali.
Da qui la necessità, condivisa dai presenti, di un’azione politica coordinata che consenta uno sviluppo equilibrato, capace di coniugare transizione energetica e tutela del paesaggio. «Non vogliamo ostacolare il progresso – è stato ribadito – ma garantire che sia compatibile con il patrimonio ambientale e rurale, già segnato dagli effetti della Xylella».
Il rischio, emerso con forza, è che la Puglia finisca per sostenere gran parte dei costi ambientali della transizione energetica nazionale senza adeguati ritorni per le comunità locali.
L’incontro si è concluso con l’impegno a rafforzare il coordinamento tra enti, nel rispetto delle normative vigenti, con particolare attenzione alla pianificazione territoriale, all’uso dei suoli agricoli e alla sostenibilità complessiva degli interventi.