Appena giunta a Lecce per presentare il progetto Cartapesta Prime, il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha lanciato un segnale di sviluppo per l’intero Sud Italia. «Non è un caso se abbiamo voluto creare al Sud, a Lecce, in Puglia, la prima grande collaborazione tra Università, ricerca, con il CNR, e l’alta formazione artistica-musicale-coreutica. Questi animali, elefanti, pavoni, non sono solo animali, ma rappresentazione dell’alleanza fra diversi mondi che producono il meglio insieme», ha dichiarato non appena giunta all’Accademia delle Belle Arti, dove il meraviglioso chiostro di via Giuseppe Parini ha fatto da cornice all’evento.
Il nuovo master
Un master di primo livello è la novità più importante lanciata da Cartapesta Prime. Si chiamerà L’arte della cartapesta tra tradizione e nuove tecnologie, verrà curato dalla professoressa Carola Esposito Corcione del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione e partirà dall’anno accademico 2026-2027. Per il ministro la tradizione autentica non va imbalsamata, ma custodita, tramandata e messa in connessione con il futuro. «Questo Master universitario mette in relazione l’eccellenza delle storiche botteghe cartapestaie pugliesi con il design, il restauro, la ricerca sui materiali e le tecnologie digitali. Un incontro tra maestria artigianale e innovazione, nella consapevolezza che, prima e dopo ogni tecnologia, al centro resta l’intelligenza umana: quella di chi conosce la materia, riconosce il valore di una lavorazione e sa che restaurare non significa semplicemente riparare. Accademia, Università, CNR, botteghe e professionisti del territorio lavorano insieme per costruire un ecosistema in cui il patrimonio culturale continui a produrre conoscenza, lavoro, bellezza e comunità», ha spiegato.
Locale e globale
Per il ministro Bernini, il progetto coniuga la cultura locale con lo sviluppo tecnologico: «Questo è un progetto locale e globale al tempo stesso, perché è inserito in un programma Pnrr, che noi abbiamo finanziato, chiamato “D.i.a.r.y.”, in cui sono previste anche le realtà virtuali.
Non farà in modo solo che le botteghe di cartapestai leccesi diventino un mestiere che guarda al futuro, ma che diventino anche una grande finestra da cui il mondo guarda, non solo per creare ma anche portare in Italia persone che si vogliono formare alla grande arte della cartapesta. Non solo un’arte antica, ma un’arte che, con le grandi tecnologie, diventa di alta sperimentazione innovativa. Quindi un progetto con la cartapesta da e per Lecce».
Giovani e ritorni
Nei piani del governo, attraverso le parole del ministro, un’attenzione particolare ai giovani anche per fermare la loro fuga: «Vogliamo dare ai giovani una scelta: se vogliono restare, devono poter restare e avere luoghi, talenti e professionalità a cui dedicarsi; se vogliono andare devono avere ragioni per tornare. E dobbiamo dare ragioni agli artisti di tutto il mondo di venire a Lecce a imparare la grande arte della sperimentazione innovativa della cartapesta». Anna Maria Bernini ha risposto anche alle polemiche sulla gestione dei fondi, spiegando di non aver mai trovato dei numeri certi a sostegno delle critiche. «Abbiamo fatto progetti con Università e enti di ricerca e si basano su numeri certissimi che stanno nelle leggi che abbiamo fatto sul Pnrr: 880 milioni per le borse di studio, 1 miliardo e 200 milioni per gli studentati per i ragazzi. Tutto questo corrisponde ad un’importante missione che ci siamo dati: lasciare l’Italia, in particolare quella del Sud, che non ha gap, ma solo luoghi da illuminare, migliore di come l’abbiamo trovata», ha dichiarato.
L’orgoglio salentino
Per Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, l’orgoglio è doppio, essendo salentino: «Un progetto sulla cartapesta non poteva non partire da Lecce. Per lungo tempo è stata considerata più un’attività di artigianato, invece è un’arte vera e propria. È andata avanti in maniera povera e si stava esaurendo qualche decennio fa, poi c’è stata una ripresa e queste iniziative permettono alla ripresa di consolidarsi su basi di serietà e scientificità, guardando al futuro e alle nuove tecnologie, mantenendo ben salda l’anima nella tradizione, in questo caso squisitamente leccese».
Museo e opere
Nel corso del caldo pomeriggio, alla presenza di altre figure istituzionali, universitarie e militari, sono stati resi pubblici gli altri progetti. L’inaugurazione del Museo virtuale della Cartapesta, realizzato dal professore Francesco Gabellone del CNR Nanotec, grazie al quale 40 opere esposte nei musei della provincia sono state messe a disposizione dei fruitori. L’esposizione al pubblico dell’opera monumentale Elefante di Jacopo Allegrucci, uno degli esiti più significativi della ricerca dell’artista sulla cartapesta contemporanea. La mostra Credenza di Luigi Presicce, che riunisce dipinti, sculture in terracotta e cartapesta, le formelle della Via Crucis di Raffaele Carretta e le esposizioni dedicata alla cartapesta contemporanea.
