A Gallipoli quattro persone sono state multate per complessivi 18mila euro perché trovate in possesso di 115 chili di pesce privo della documentazione relativa alla tracciabilità.
A sorprenderle sono stati i finanzieri della Sezione operativa navale di Gallipoli nell’ambito di un’attività di polizia ittica.
Dopo il sequestro, il pescato è stato sottoposto alle verifiche sanitarie da parte del personale medico specializzato della locale Asl. Accertata l’idoneità al consumo, il prodotto non è stato distrutto ma donato a un ente benefico del territorio affinché possa essere distribuito a persone e famiglie bisognose.
L’operazione, spiegano dalla Guardia di finanza, «rientra nei controlli finalizzati a garantire la trasparenza della filiera alimentare e il rispetto delle normative europee in materia di pesca. In particolare – si legge in una nota -, la mancanza delle indicazioni obbligatorie previste dall’articolo 58 del Regolamento (CE) n. 1224/2009 impedisce di ricostruire l’origine del prodotto e di assicurare ai consumatori adeguate informazioni sulla provenienza e sulla sicurezza del pesce destinato al mercato».











