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Fuga fallimentare dal carcere di Lecce: detenuto cade dal muro e torna ferito in cella

A rendere nota la vicenda è Federico Pilagatti, segretario nazionale del sindacato di polizia penitenziaria Sappe

Fuga fallimentare dal carcere di Lecce: detenuto cade dal muro e torna ferito in cella

Un piano di fuga rocambolesco, studiato nei minimi dettagli, che si è trasformato in un clamoroso fallimento a un passo dalla libertà. Un detenuto di nazionalità tunisina ha tentato l’evasione dalla casa circondariale di Lecce infiltrandosi nei condotti sotterranei della struttura, ma è caduto a terra ferendosi proprio mentre cercava di scavalcare il muro di cinta. A rendere nota la vicenda è Federico Pilagatti, segretario nazionale del sindacato di polizia penitenziaria Sappe.

L’uomo, soggetto già sottoposto a un regime di sorveglianza speciale a causa di precedenti disordini e di un analogo tentativo di fuga in un altro istituto penitenziario, è riuscito a eludere i controlli nel corso della giornata di ieri.

Il percorso nei sotterranei e la caduta dalle serre

La dinamica dell’evasione, emersa nelle ultime ore, ricalca la sceneggiatura di una pellicola cinematografica. Il recluso ha innanzitutto divelto la copertura di un vano tecnico utilizzato per il passaggio delle tubature idrauliche e termiche. Da lì si è calato in un cunicolo, percorrendo un tunnel sotterraneo fino a raggiungere una botola d’ispezione.

Una volta forzata l’uscita, l’uomo si è ritrovato in un cortile esterno adiacente all’aula bunker del tribunale. Per superare l’ultimo ostacolo, il muro di cinta, il detenuto ha tentato di arrampicarsi su un tubo metallico alto circa tre metri, utilizzato come telaio per le serre interne. Il supporto ha però ceduto sotto il suo peso, facendolo precipitare rovinosamente al suolo.

Rimasto ferito e dolorante, e compreso che il piano era ormai sfumato, il 31enne ha preso una decisione paradossale: è rientrato autonomamente nella struttura detentiva, si è rimesso in cella e si è presentato alle guardie fingendo un attacco d’ira per giustificare i tagli e le contusioni, chiedendo di essere medicato.

Giallo risolto dalla scia di sangue

Il fallito tentativo di evasione è rimasto avvolto nel mistero fino alla mattinata di oggi, venerdì 26 giugno 2026. Durante i normali giri di ispezione nei pressi del cancello dell’aula bunker, gli agenti della Polizia Penitenziaria si sono accorti di una vistosa e sospetta scia di macchie di sangue sull’asfalto. Seguendo le tracce a ritroso, i poliziotti sono arrivati fino alla botola e, infine, direttamente alla cella del detenuto tunisino.

La giornata di tensione non si è conclusa all’interno delle mura del carcere. Disposto il suo trasferimento d’urgenza in ospedale per accertamenti radiografici legati alla caduta, l’uomo ha dato in escandescenze all’interno dell’ambulanza, tentando di scagliarsi con violenza contro uno dei poliziotti penitenziari addetti alla scorta prima di essere definitivamente immobilizzato. Il Sappe, nel denunciare l’ennesima falla nel sistema di sicurezza legata al grave sottorganico dei reparti, ha confermato che la Direzione distrettuale ha già firmato il decreto di trasferimento immediato del detenuto presso un altro penitenziario di massima sicurezza fuori provincia.