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Cronaca Lecce

Femminicidio a Taurisano, ergastolo per Albano Galati: uccise la moglie con 29 coltellate e ferì la vicina

La Corte d’Assise di Lecce, presieduta dal giudice Pietro Baffa, ha condannato all’ergastolo Albano Galati, il 56enne di Taurisano che il 16 marzo del 2024 si macchiò di uno dei delitti più efferati della recente cronaca salentina, uccidendo la moglie e scagliandosi contro chi tentava di aiutarla.

La vittima, Aneta Danelczyk, 49enne di origini polacche dalla quale l’uomo si era da poco separato, fu massacrata all’interno della propria abitazione con oltre venti coltellate. La furia omicida di Galati non si fermò davanti alla disperazione della donna, ma colpì anche una vicina di casa: quest’ultima, nell’estremo tentativo di offrire un rifugio ad Aneta in fuga, venne brutalmente aggredita e ferita dall’uomo.

La sentenza

Oltre al carcere a vita, i giudici hanno stabilito per il 56enne l’isolamento diurno per la durata di sei mesi. La Corte ha inoltre disposto i risarcimenti per le parti civili: l’imputato dovrà versare una provvisionale di 50mila euro a ciascuno dei figli rimasti orfani della madre, e 25mila euro in favore della vicina di casa sopravvissuta all’aggressione.

Durante l’udienza che ha preceduto il verdetto, Galati (difeso dagli avvocati Luca Puce e Davide Micaletto) ha preso la parola leggendo una lettera indirizzata alla Corte. Un tentativo di spiegare l’inspiegabile, in cui l’uomo ha dichiarato di non avere memoria lucida di quel giorno di sangue. L’imputato ha sostenuto di aver agito in uno stato di profonda alterazione, annebbiato dall’abuso di farmaci e schiacciato da una grave forma di depressione, scaturita – a suo dire – dal fatto di sentirsi «un fallito». Giustificazioni che non hanno alleggerito il quadro accusatorio, portando la giuria alla massima pena prevista dall’ordinamento.

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