Un sì convinto alla costruzione di un “campo largo” progressista in vista delle elezioni politiche del 2027, ma con un paletto insormontabile: il suo futuro immediato è e resta unicamente legato al governo del territorio pugliese. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, detta la linea a margine della presentazione del libro ‘Una nuova primavera’ del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, svoltasi in serata a Lecce.
Sollecitato dai giornalisti sulla possibilità di esportare il modello di coalizione ampio e strutturato su scala nazionale per la sfida del prossimo anno, l’ex sindaco di Bari ha promosso la strategia del dialogo, pur rimarcando le storiche differenze tra i diversi livelli elettorali.
Secondo il governatore pugliese, la chiave di volta per battere il centrodestra risiede nella capacità di sintetizzare le diverse anime dell’opposizione attorno a un progetto concreto e condiviso, replicando i percorsi di ascolto già collaudati a livello locale: «Le elezioni regionali sono diverse da quelle nazionali – ha puntualizzato Antonio Decaro ai microfoni dei cronisti –. Certo è che se si riuscisse a fare anche a livello nazionale un’alleanza ampia basata su un programma vero, costruito attraverso i tavoli di coalizione come abbiamo fatto noi, sarebbe senza dubbio un fatto positivo per tutto il Paese».
«Il mio posto è qui»
Nonostante le sirene romane e il peso politico specifico conquistato all’interno del Partito Democratico, Decaro ha voluto blindare la sua posizione e spegnere sul nascere qualsiasi speculazione su una sua possibile candidatura o su un ruolo di primo piano nella futura campagna elettorale nazionale del 2027.
«Certamente daremo una mano alla coalizione dei progressisti – ha concluso con fermezza il presidente della Regione –, ma io mi dovrò dedicare esclusivamente alla mia regione e agli impegni solenni che ho preso con la mia comunità. Ho deciso di tornare in Puglia e mi occuperò soltanto della Puglia». Un messaggio chiaro agli alleati e al Nazareno: il governatore farà da garante dell’asse PD-M5S sul territorio, ma senza derogare al mandato ricevuto dai cittadini.
