Si alza la voce degli operatori turistici pugliesi dopo la chiusura del lago di Bauxite, tra i luoghi più iconici del Salento. Agenzie di viaggio, associazioni locali e realtà dell’outdoor e della cultura esprimono «forte preoccupazione» per uno stop che rischia di avere ripercussioni sull’immagine e sull’economia del territorio e chiedono la gestione pubblica della cava per garantire sicurezza e apertura regolamentata.
Il posto, cartolina di Otranto e dell’intero Salento, richiama ogni anno migliaia di visitatori attratti dal contrasto tra la terra rossa e il bacino d’acqua color smeraldo. Un flusso costante che alimenta strutture ricettive, guide, servizi turistici e attività commerciali.
La soluzione strutturale
Gli operatori comprendono le ragioni di sicurezza e tutela ambientale alla base del provvedimento, ma chiedono una soluzione strutturale che consenta una riapertura regolamentata. «Il lago di Bauxite è un bene di interesse collettivo: va protetto, ma deve restare accessibile in modo responsabile», sottolineano. «È parte integrante dell’identità paesaggistica pugliese e della narrazione turistica che promuoviamo ogni giorno in Italia e all’estero».
Il riferimento è ai principi dell’articolo 9 della Costituzione sulla tutela del paesaggio e dell’ambiente e alle norme in materia di espropriazione per pubblico interesse. Da qui la richiesta di una gestione pubblica dell’area, finalizzata alla messa in sicurezza del sito, alla salvaguardia ambientale e a un piano sostenibile di regolamentazione e controllo dei flussi, con tempi certi e comunicazione trasparente. Gli operatori sollecitano un confronto con le istituzioni per individuare una soluzione condivisa.









