Un gesto di prepotenza ingiustificabile che ha scosso la città, seguito dalla risposta immediata delle istituzioni a tutela della dignità del lavoro. A Lecce un ristoratore ha deliberatamente travolto e distrutto con il proprio suv la bicicletta elettrica di un giovane rider, colpevole di aver lasciato temporaneamente il mezzo a due ruote davanti al passo carrabile della sua attività commerciale per completare una rapida consegna.
Al suo rientro, il fattorino – un ragazzo pendolare proveniente da un comune della provincia che contava su quel veicolo per guadagnarsi da vivere – ha trovato la bicicletta ridotta a un ammasso di lamiere inservibili. L’episodio ha suscitato una vasta ondata di indignazione nell’opinione pubblica cittadina e nel mondo sindacale, spingendo la sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, a un gesto di concreta solidarietà: riacquistare di tasca propria una nuova e-bike per consentire al lavoratore di riprendere la sua attività.
«Credo sia fondamentale dare un segnale tangibile a chi lavora, a chi rispetta le regole e a tutta la comunità, ribadendo che i problemi si affrontano senza mai ricorrere alla forza – ha dichiarato la prima cittadina –. Comprendo il disagio causato da una sosta impropria davanti a una proprietà, ma qualsiasi ragione, per quanto legittima, va fatta valere attraverso le autorità competenti e nel pieno rispetto delle persone e dei beni altrui. La violenza e la prevaricazione non sono mai ammissibili in una città civile».
Durissima anche la presa di posizione della Felsa Cisl Puglia per bocca della segretaria regionale Valentina Pascali, che ha bollato l’accaduto come un atto di pura arroganza, «figlio dell’inaccettabile logica di chi ritiene che i propri diritti valgano sistematicamente più di quelli e della dignità del lavoro altrui».
