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Antony Tyrtyshnik, playmaker ucraino del Nardò: «Se non fossi infortunato sarei già partito per la mia terra»

Antony Tyrtyshnik, play della Pallacanestro “Andrea Pasca” Nardò, squadra salentina che milita nel campionato di Serie A2, sta seguendo dal Salento gli sviluppi del conflitto che interessa il suo Paese, l’Ucraina.

Antony, cosa le stanno raccontando familiari e amici in queste ore?
«È un periodo molto difficile nel quale cerco di non lamentarmi, perché la gente che la sta vivendo in prima persona soffre molto di più e non vorrei nemmeno immaginare com’è svegliarsi, alle cinque di mattina, la mattina del 22 (febbraio, ndr), con le sirene e il rumore delle bombe. È un periodo difficile per tutti noi ma, soprattutto, per chi sta lì, impegnato in prima linea, a combattere o aiutare».
Lei è costretto da un infortunio a rimanere lontano sia dai parquet che dal suo Paese. Se avesse potuto avrebbe davvero raggiunto l’Ucraina senza nemmeno pensarci?
«Sì, cercherei di andare subito, magari non iscrivendomi al militare, anche perché ci sono già molti ragazzi e scarseggiano i fucili. Farei il volontario per aiutare le persone coi beni di prima necessità».
A proposito, il Salento, così come la Puglia e l’Italia, hanno raccolto l’invito a mobilitarsi per aiutare. Ora dopo ora, stanno nascendo raccolte farmaci e raccolte di beni di prima necessità. È contento di questo grande contributo?
«Sì, certo. È una cosa molto importante che fa sentire l’appoggio del Salento e di tutto il mondo. È un grande aiuto morale non solo per la popolazione ma anche per i militari che stanno combattendo. Sto infatti collaborando con UniSalento, la mia società di pallacanestro e il Club Rotary di Nardò per cercare di portare qualcosa proprio lì. È un piacere vedere questa forte reazione».

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