Gli agenti della Polizia di Stato hanno tratto in arresto un uomo di 51 anni con l’accusa di maltrattamenti in famiglia continui e sistematici ai danni della moglie. Anni di vessazioni fisiche e psicologiche consumate quotidianamente all’interno delle mura domestiche, quasi sempre alla presenza dei tre figli minori della coppia e spesso aggravate dall’abuso di alcol e sostanze stupefacenti.
Un quadro investigativo drammatico, che descrive una vera e propria morsa repressiva: per evitare l’esplodere della violenza, la donna era stata costretta nel tempo a tagliare ogni ponte con i propri genitori, ai quali per anni è stato persino impedito di conoscere e riabbracciare i tre nipoti.
La faida familiare e il precedente
Il clima di tensione all’interno del nucleo familiare era già sfociato nei mesi scorsi in un gravissimo episodio di sangue. La decisione della figlia maggiore della coppia di riallacciare i contatti con i nonni materni aveva scatenato la furia irrazionale del 51enne, che si era scagliato contro il genero arrivando ad aggredirlo violentemente.
Un episodio sconcertante che aveva già portato all’arresto dell’uomo con l’accusa di tentato omicidio, confermando l’elevata pericolosità del soggetto e la sua totale incapacità di accettare qualsiasi strappo al controllo sulla famiglia.
La situazione è definitivamente precipitata lo scorso 27 luglio durante una passeggiata. Di fronte all’ennesima aggressione verbale, la vittima ha minacciato di comporre il numero di emergenza per chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. A quel punto l’uomo le si è scagliato contro, tentando prima di strapparle lo smartphone dalle mani e poi sottraendole con la forza la borsa.
Tornato a casa, il 51enne ha estratto il portafogli con i documenti d’identità della donna e le sue scarpe, dandoli alle fiamme all’interno del camino in un estremo atto di sfregio e dominazione. Riuscita miracolosamente a lanciare l’allarme, la vittima è stata soccorsa dal personale sanitario del 118 e trasportata in ospedale, mentre per il coniuge sono scattate le manette e l’immediato trasferimento in carcere.
