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Washington, uomo armato al gala del presidente Trump con la stampa: illeso il tycoon, ferito un agente

Ieri sera, durante la tradizionale cena dei corrispondenti alla Casa Bianca a Washington, un uomo ha aperto il fuoco vicino al palco su cui si trovavano il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la first lady Melania Trump, in un nuovo episodio violento dopo l’attentato di Butler, Pennsylvania, nel 2024. L’aggressione è avvenuta nell’area della lobby dell’Hotel Hilton, dove era in corso l’evento davanti a centinaia di giornalisti accreditati.

Secondo le testimonianze oculari, agli spari – uno seguito rapidamente da altri tre colpi – è seguito immediatamente il caos: Trump è stato allontanato dai servizi di sicurezza, persone si sono rifugiate sotto i tavoli e molti hanno cercato uscire dall’edificio. L’attentatore, identificato come Cole Tomas Allen, 31enne californiano, era armato con più armi ma è stato neutralizzato dagli agenti del Secret Service prima che potesse colpire nuovamente. Un agente è stato raggiunto da un proiettile ma è rimasto illeso grazie al giubbotto antiproiettile ed è stato dimesso dall’ospedale.

Portato alla Casa Bianca, il Presidente ha voluto parlare alla stampa: ha confermato che l’uomo ha agito presumibilmente con l’intento di colpire lui o altri funzionari, descrivendo l’aggressore come “molto malato”. Trump ha detto di non preoccuparsi per sé ma per il Paese, sottolineando che un attentato non fermerà i suoi obiettivi politici e la “guerra contro l’Iran”. Il tycoon ha anche criticato la facilità con cui l’uomo è entrato armato nella struttura.

L’Fbi ha avviato accertamenti sul passato dell’arrestato, esami balistici sulle armi e sta interrogando testimoni. In un comunicato, il vicedirettore del Secret Service Matthew Quinn ha definito l’atto «il tentativo codardo di generare una tragedia nazionale» e ha ribadito l’efficacia dell’intervento degli agenti, fermato l’uomo al primo contatto.

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