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Violento terremoto di magnitudo 7.7 in Indonesia: crolli ed edifici distrutti, almeno 20 vittime

Il bilancio provvisorio parla di almeno 20 morti, secondo quanto riportato dai media internazionali e rilanciato dal China Daily, ma il computo rischia di aggravarsi con il passare delle ore

Violento terremoto di magnitudo 7.7 in Indonesia: crolli ed edifici distrutti, almeno 20 vittime
(foto Ansa)

Una devastante scossa di terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito all’alba le acque al largo dell’Indonesia orientale, provocando estesi crolli, distruzione di edifici e mietendo vittime. Il bilancio provvisorio parla di almeno 20 morti, secondo quanto riportato dai media internazionali e rilanciato dal China Daily, ma il computo rischia di aggravarsi con il passare delle ore.

Stando alle rilevazioni dell’Istituto Geologico degli Stati Uniti (USGS), il sisma ha fatto tremare la regione dell’isola di Flores alle 5:58 ora locale, con ipocentro localizzato a una profondità di circa 10 chilometri. L’epicentro è stato individuato in mare, a 68 chilometri a nord-nord-ovest della città di Ende, nella provincia di Nusa Tenggara Orientale. Alla scossa principale sono seguite diverse repliche di assestamento.

Allerta tsunami rientrata e blackout nelle zone colpite

Nell’immediatezza del sisma le autorità avevano diramato un’allerta tsunami, invitando la popolazione lungo la fascia litoranea a evacuare tempestivamente verso alture e zone interne. L’allarme è stato successivamente revocato dopo che l’Agenzia indonesiana per la meteorologia, la climatologia e la geofisica (BMKG) ha confermato l’assenza di variazioni anomale e pericolose del livello del mare per le comunità costiere.

La situazione sul campo resta tuttavia complessa per i soccorritori. Come spiegato dal capo della polizia di Nusa Tenggara Orientale, Rudi Darmoko, i massicci blackout e i danni alla rete elettrica e telefonica stanno isolando diverse città e villaggi: «Stiamo continuando a raccogliere segnalazioni relative a danni e vittime, ma le gravi interruzioni delle comunicazioni stanno ostacolando sia il flusso di informazioni sia le operazioni di ricerca e soccorso tra le macerie».