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Vini dealcolati, la produzione salirà del 60% ma i dazi minacciano lo champagne europeo

La produzione dei vini dealcolati italiani salirà quest’anno di circa il 60% rispetto al 2024, con una quota maggioritaria per i zero alcohol (83%) e gli spumanti. È il risultato del sondaggio del nuovo Osservatorio dealcolati di Uiv-Vinitaly relativo al panel sui principali produttori italiani del segmento. Secondo il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti, «la nicchia produttiva è nella sua fase embrionale ma già si registra l’effetto positivo generato dal decreto di dicembre che disciplina le disposizioni nazionali sulla produzione della categoria. Prova ne sia che oltre all’aumento dell’offerta la gran parte delle imprese esprime l’intenzione di trasferire la produzione in Italia». Tra i principali mercati obiettivo dichiarati dalle imprese, Nord America, Germania, Paesi Nordici ed Est Europa.

I convegni

Al Vinitaly, a fare il punto sul mercato potenziale sia in chiave prodotto che tecnologico, i due convegni organizzati da Uiv in collaborazione con Vinitaly, dedicati a “Zero alcol e le attese del mercato” e “Tecnologia 0.0: produzione e innovazione a confronto”. Il primo appuntamento presenta una verticale sul mercato dei “Nolo” dalla vendita al consumo, a partire dall’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly fino agli insight dei player degli importatori, della distribuzione e dell’Horeca. Il focus dedicato alla tecnologia vedrà invece protagonisti, in una tavola rotonda, i principali produttori Nolo made in Italy e i fornitori di impianti e prodotti per l’enologia zero.

I dazi

La guerra dei dazi lanciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump può mettere in crisi la filiera vitivinicola italiana, ma anche aprire nuove opportunità. È invece il messaggio lanciato dai vertici del sistema Italia in Usa, in un incontro avvenuto lunedì sera a New York. La questione delle tariffe che gli Stati Uniti potrebbero imporre ha dominato la discussione, in particolare riguardo alle minacce lanciate da Trump di applicare dazi fino al 200 per cento su vini e champagne europei. Il confronto, però, ha aperto anche uno spazio di riflessione sulle potenziali opportunità che questa stagione potrebbe offrire al settore. Maurizio Muzzetta, presidente di Fiere Italiane, ha sottolineato la necessità di investire maggiori risorse in aree del mercato finora non esplorate. In questo senso rientra l’idea di lanciare un evento come Vinitaly USA al Navy Pier di Chicago il 5 e 6 ottobre. «L’Italia – ha detto Muzzetta – ha fatto grandi promozioni a New York come pure in Florida e in California, ma abbiamo trascurato le aree secondarie. Chicago è una di queste». Il presidente di Fiere Italiane ha sottolineato la grande partecipazione di questa edizione: «Abbiamo l’Ice, le Camere di Commercio, l’ente Fiere di Verona. L’anno scorso c’erano sette regioni, quest’anno contiamo di averne quindici. Stiamo iniziando a lavorare con i consorzi».

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