Gli Stati Uniti fissano paletti chiari e stringenti per il futuro del Venezuela dopo la cattura di Nicolás Maduro, legando ogni prossima mossa al rispetto di precise condizioni politiche, di sicurezza e geopolitiche. A delinearle è stato il segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale Marco Rubio, che in una serie di interviste rilasciate il 4 gennaio a Cbs e Nbc ha spiegato come Washington intenda valutare le autorità rimaste al potere a Caracas, oggi guidate dalla vicepresidente Delcy Rodríguez.
Le condizioni
Rubio ha chiarito che gli Stati Uniti non hanno ancora definito nel dettaglio come «gestire» il Venezuela, come annunciato dal presidente Donald Trump, ma ha sottolineato che il principale strumento di pressione resta l’embargo navale sulle esportazioni di petrolio. Una leva che, ha aggiunto, potrà essere affiancata da ulteriori azioni: Trump mantiene infatti «la facoltà di agire ulteriormente» qualora le richieste americane non venissero soddisfatte. Le condizioni poste da Washington riguardano innanzitutto cambiamenti concreti.
Tra questi, una gestione dell’industria petrolifera «nell’interesse del popolo venezuelano», la cessazione del traffico di droga, lo smantellamento delle attività delle gang, l’allontanamento dei gruppi armati colombiani Farc ed Eln e la fine dei rapporti con Hezbollah e l’Iran «nel nostro emisfero». «Valuteremo chiunque con cui interagiremo in futuro sulla base del rispetto o meno di queste condizioni», ha affermato Rubio, precisando che il giudizio degli Stati Uniti si baserà sui fatti e non sulle dichiarazioni pubbliche.
«Non è l’Iraq»
Il segretario di Stato ha inoltre confermato di aver parlato il 3 gennaio con la vicepresidente Rodríguez, senza però rivelare il contenuto del colloquio. «Giudicheremo in base a ciò che faranno, non a ciò che diranno né a ciò che hanno fatto in passato», ha ribadito, lasciando intendere che per Caracas si apre una fase di osservazione sotto stretta sorveglianza americana. Rubio ha poi respinto con forza i paragoni con le operazioni militari statunitensi in Iraq, Afghanistan o Libia, sottolineando che il Venezuela non rientra in quel paradigma.
«Questo non è il Medio Oriente. Questa è l’emisfero occidentale», ha spiegato, aggiungendo che l’operazione per catturare Maduro aveva l’obiettivo esclusivo di difendere gli interessi degli Stati Uniti. Ma nonostante questa rassicurazione «professionale» il New York Times ha stimato un totale di 40 morti durante il raid nel Paese sudamericano.
Niente soldati Usa
Nessuna occupazione, nessuna presenza militare stabile: «Non abbiamo forze Usa sul campo», ha detto, precisando che i soldati americani sono rimasti in Venezuela «solo per circa due ore», il tempo necessario per l’arresto dell’ex presidente. Il messaggio di Washington è dunque duplice: nessuna guerra, ma tolleranza zero su sicurezza, droga, alleanze internazionali e controllo delle risorse energetiche. Il futuro dei rapporti con Caracas, ha concluso Rubio, dipenderà esclusivamente dalla capacità delle nuove autorità di tradurre queste richieste in atti concreti.










