Il cardinale Camillo Ruini si è spento in serata a Roma all’età di 95 anni. Da maggio le sue condizioni erano critiche e il porporato aveva scelto di rimanere nella sua abitazione, assistito da medici e infermieri. Nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, fu creato cardinale nel 1991 da Giovanni Paolo II. Per oltre un quindicennio, fino al 2008, ha guidato la Diocesi di Roma come Vicario Generale ed è stato il presidente e volto della Conferenza episcopale italiana (Cei), segnando profondamente la storia ecclesiale e politica del Paese.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato unanime commozione nel mondo delle istituzioni. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, lo ha ricordato su X come una «guida autorevole della Chiesa, uomo di grande cultura e profondo senso delle Istituzioni». Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha espresso gratitudine per il suo operato, definendolo un «appassionato difensore della testimonianza cristiana e attento a chi viveva nelle difficoltà». Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha voluto rendere omaggio a quello che considera «un grande italiano, strenuo difensore dei valori tradizionali e prezioso interlocutore della politica».
