SEZIONI
SEZIONI
Bari
Sfoglia il giornale di oggiAbbonati

Varato il «Peace of board» per Gaza. Pronto un piano immobiliare

Donald Trump ha varato ieri a Davos il «Board of Peace» per Gaza. Molti osservatori lo hanno definito una sorta di Onu fatta in casa, a trazione americana e a pagamento. «Tutti vogliono essere parte di questa giornata», ha detto il Tycoon aprendo la cerimonia di firma della creazione dell'organismo. In realtà nella foto di…
l'edicola
President Donald Trump, center, holds up a signed Board of Peace charter during the Annual Meeting of the World Economic Forum in Davos, Switzerland, Thursday, Jan. 22, 2026. (AP Photo/Evan Vucci)

Donald Trump ha varato ieri a Davos il «Board of Peace» per Gaza. Molti osservatori lo hanno definito una sorta di Onu fatta in casa, a trazione americana e a pagamento. «Tutti vogliono essere parte di questa giornata», ha detto il Tycoon aprendo la cerimonia di firma della creazione dell’organismo. In realtà nella foto di gruppo i volti più noti sono quelli del presidente argentino Javier Milei e del primo ministro ungherese Viktor Orban. Sono quindi le assenze, a partire da quelle dei vertici delle principali nazioni europee Italia compresa, ad aver fatto più rumore. Prima della cerimonia di firma la Casa Bianca aveva pubblicato un elenco di 22 Paesi fra cui il Belgio ma Bruxelles ha smentito. Israele ha annunciato l’adesione, ma non ha partecipato alla cerimonia.

La Russia, secondo quanto affermato da Trump, avrebbe accettato l’invito ma il Cremlino ha puntualizzato che per arrivare al pagamento di 1 miliardo di dollari necessario per avere un seggio permanente e richiederà di «sbloccare la situazione» in merito ai beni russi congelati negli Usa. Questioni non di secondo piano ma verso le quali Trump ha preferito glissare nella giornata di presentazione dell’organizzazione da lui concepita.

«Il Board of Peace può essere fra gli organismi internazionali più importanti mai costituiti e per me è un onore esserne il presidente», ha affermato spiegando di voler prendere l’impegno molto sul serio. «Abbiamo un ottimo gruppo di persone che guidano questo organismo, andrà benissimo», ha aggiunto fiducioso mentre ad ascoltarlo fra gli altri c’era l’ex premier britannico Tony Blair scelto per far parte del Board. Quanto al rapporto fra il Board e le Nazioni Unite la «collaborazione» fra le due organizzazioni, secondo Trump, può essere «qualcosa di unico per il mondo».

A dire del segretario di Stato americano, Marco Rubio, «il presidente Trump ha avuto il coraggio di sognare l’impossibile e ora inizia una nuova era». L’iniziativa del Board – ha affermato ancora Rubio – è partita con il «focus sulla pace a Gaza ma ha possibilità illimitate anche per altri conflitti che sembrano impossibili da risolvere». A spostare il focus dalla geopolitica agli affari ci ha pensato però Jared Kushner. Il genero di Donald Trump, coinvolto in prima persona nei negoziati in Medioriente, ha presentato una serie di slide che hanno mostrato quale dovrebbe essere il volto della «Nuova Gaza», con piani di sviluppo immobiliare. Un progetto che nelle sue intenzioni dovrebbe prendere il via velocemente dato che in Medioriente «le città vengono costruite in 2 o 3 anni». Red. Est.

CORRELATI

Attualità, Italia","include_children":"true"}],"signature":"c4abad1ced9830efc16d8fa3827ba39e","user_id":1,"time":1730895210,"useQueryEditor":true,"post_type":"post","post__in":[483077,481107,480497],"paged":1}" data-page="1" data-max-pages="1" data-start="1" data-end="3">

Lascia un commento

Bentornato,
accedi al tuo account

Registrati

Tutte le news di Puglia e Basilicata a portata di click!