Il professor Luciano Canfora traccia un parallelo diretto tra l’attuale gestione politica degli Stati Uniti e i regimi totalitari del Novecento. Intervenendo alla trasmissione “Accordi&Disaccordi” sul Nove, il filologo e professore emerito dell’Università di Bari ha denunciato una deriva autoritaria americana, definendo il sistema d’oltreoceano una «dittatura camuffata da democrazia».
Il nucleo della critica di Luciano Canfora si concentra sulla figura di Donald Trump e sulla sua retorica, che lo studioso non esita a definire di matrice «tipicamente hitleriana».
Secondo il professore, i discorsi del leader repubblicano presenterebbero veri e propri «prelievi testuali dai discorsi del Führer», manifestando una volontà del singolo che si sovrappone alla legge e un’orgogliosa assunzione della propria persona come misura della morale. Luciano Canfora ha espresso profondo sconcerto per il fatto che tali posizioni vengano trattate con rispetto nel dibattito pubblico, sottolineando come il disprezzo per il diritto internazionale sia diventato il pilastro di una visione del potere suprematista.
L’analisi si sposta poi dagli aspetti retorici a quelli strutturali, coinvolgendo le agenzie governative statunitensi.
Lo storico ha paragonato l’operato dell’Ice, l’agenzia per il controllo delle frontiere, a quello della milizia volontaria di Benito Mussolini. Per Luciano Canfora, l’agenzia si starebbe trasformando in un «esercito personale del capo del governo», segnando il passaggio definitivo verso una personalizzazione estrema delle istituzioni pubbliche, dove la fedeltà al leader prevale sul mandato istituzionale.
A sostegno di questa tesi, il professore ha richiamato le fragilità storiche del sistema americano, ricordando che la democrazia negli Stati Uniti è un processo recente e tormentato: i cittadini afroamericani hanno ottenuto il diritto di voto effettivo solo nel 1965, cento anni dopo la fine della guerra di secessione. Questo dato, secondo Luciano Canfora, dimostra come il razzismo sia stato a lungo «elevato a misura della civiltà» americana, rendendo l’attuale crisi non un evento isolato, ma il frutto di una nazione in cui la spinta escludente e la dittatura si manifestano in forme diverse ma costanti attraverso i decenni.








