La tensione nel Medio Oriente si fa sempre più accesa, intrecciando operazioni militari strategiche, svolte diplomatiche e pesanti ripercussioni economiche globali. Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente statunitense Donald Trump ha tracciato una linea dura verso Teheran, annunciando al contempo un netto cambio di rotta nelle relazioni con Tel Aviv. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno “decimato” l’Iran con raid efficaci, tra cui l’ultimo attacco mirato condotto contro l’isola di Qeshm e la distruzione della marina iraniana. Nonostante l’ex tycoon parli di una situazione che “può ancora degenerare”, continua a ritenere probabile un intesa: “Noi agiamo da una posizione di forza. Se posso arrivare a un accordo preferisco farlo, per salvare vite”.
Di contro, la risposta della Repubblica Islamica non si è fatta attendere. Il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha affermato che il Paese si considera “in stato di guerra” e pronto a esercitare il proprio diritto all’autodifesa, mentre il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha sottolineato che spetta ora a Washington fare un passo indietro per evitare un conflitto su vasta scala. La crisi ha impatti gravissimi anche sul fronte energetico ed europeo. La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha rivelato che la chiusura dello Stretto di Hormuz è già costata all’Europa ben 127 miliardi di euro in più per l’importazione di combustibili fossili. Sul piano delle alleanze, la vera novità riguarda Israele: Trump ha annunciato che a fine anno verranno azzerati i 4 miliardi di aiuti militari diretti. In base all’accordo stretto con Netanyahu, il Paese – definito da Trump “prospero e autonomo” – non riceverà più sussidi fondo perduto, mantenendo comunque la possibilità di acquistare armamenti americani.
