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Usa-Iran: raid su 80 obiettivi, riprendono le ostilità dopo la tregua

La reazione della Repubblica Islamica non si è fatta attendere: i Pasdaran hanno dichiarato di aver colpito basi Usa in Bahrein e Kuwait

Usa-Iran: raid su 80 obiettivi, riprendono le ostilità dopo la tregua

La tensione in Medio Oriente tocca livelli critici dopo la nuova e massiccia ondata di raid aerei lanciata dagli Stati Uniti. Secondo fonti giornalistiche di Axios, l’attacco è stato cinque volte superiore per portata e potenza rispetto alle operazioni di fine giugno, arrivando a centrare ben 80 obiettivi legati al regime di Teheran. La reazione della Repubblica Islamica non si è fatta attendere: i Pasdaran hanno dichiarato di aver colpito installazioni americane in Bahrein e Kuwait, accusando Washington di aver violato il memorandum d’intesa. Dal vertice Nato di Ankara, il presidente Donald Trump ha subito replicato con fermezza, minacciando nuovi e imminenti attacchi con forza nelle prossime ore.

La replica dell’Iran delinea uno scenario da blocco totale. Fonti della sicurezza di Teheran hanno annunciato ai media di Stato una nuova e drastica strategia strategica: la chiusura immediata e completa dello Stretto di Hormuz — snodo cruciale per il commercio marittimo globale — in caso di ulteriori raid statunitensi, promettendo inoltre di colpire il doppio degli obiettivi avversari. Sul piano politico, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito su X che l’era del bullismo è finita e che il Paese non si piegherà.

La comunità internazionale guarda con profonda apprensione all’escalation. Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato gli attacchi iraniani alle navi nello Stretto che hanno innescato la reazione Usa, sottolineando la violazione degli accordi di giugno ma auspicando il proseguimento dei negoziati previsti nei 60 giorni. Più severo il premier spagnolo Pedro Sanchez, che da Ankara ha lanciato un appello per evitare un nuovo conflitto: “Le guerre sono sempre una cattiva notizia, in particolare per i civili”. Nel frattempo, i mercati finanziari reagiscono con durezza: le Borse europee virano in forte calo e il prezzo del petrolio vola, con il Brent che schizza oltre il 5% sfiorando la soglia degli 80 dollari al barile.