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Usa, diffusione di informazioni sensibili: l’Fbi indaga sull’ex direttore Joe Kent

Indagine federale su Joe Kent: il Federal Bureau of Investigation ha aperto un fascicolo per presunta diffusione di informazioni classificate nei confronti dell’ex direttore del National Counterterrorism Center. L’inchiesta, secondo fonti vicine al dossier, era già stata avviata prima delle dimissioni rassegnate dal funzionario all’inizio della settimana. Il caso si inserisce in un contesto di…
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Indagine federale su Joe Kent: il Federal Bureau of Investigation ha aperto un fascicolo per presunta diffusione di informazioni classificate nei confronti dell’ex direttore del National Counterterrorism Center. L’inchiesta, secondo fonti vicine al dossier, era già stata avviata prima delle dimissioni rassegnate dal funzionario all’inizio della settimana.

Il caso si inserisce in un contesto di forte tensione politica con il presidente Donald Trump. Alla base della rottura, profonde divergenze sulla gestione del conflitto con l’Iran, che hanno progressivamente incrinato i rapporti tra Kent e la Casa Bianca. Dopo l’addio, l’amministrazione ha reagito con toni duri, definendo l’ex direttore una figura «sleale e inaffidabile», alimentando il sospetto, tra alcuni osservatori, che l’offensiva politica e giudiziaria possa avere anche una dimensione di scontro interno.

Nella lettera di dimissioni, Kent ha messo apertamente in discussione la linea strategica adottata dall’esecutivo. Secondo l’ex responsabile dell’antiterrorismo, Teheran «non rappresentava una minaccia imminente» per la sicurezza nazionale, sostenendo che la decisione di colpire il Paese sarebbe stata influenzata dalle pressioni di Israele. Una presa di posizione che ha accentuato le divisioni già presenti nel Partito Repubblicano, alle prese con visioni divergenti sul ruolo degli Stati Uniti nello scacchiere mediorientale.

Nonostante le critiche all’attuale strategia, Kent ha però ribadito in più occasioni la propria vicinanza alle precedenti politiche di sicurezza dell’amministrazione Trump, cercando di distinguere la sua posizione dalle scelte più recenti. Resta ora da chiarire il perimetro dell’indagine federale e l’eventuale consistenza delle accuse: un passaggio che potrebbe avere ripercussioni non solo giudiziarie, ma anche politiche, in un momento già segnato da forti tensioni internazionali.

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