Un clamoroso errore di datazione da parte del Ministero della Cultura fa perdere all’Italia un’opera d’arte medievale di inestimabile valore, ora definitivamente trasferita in Svizzera.
I tecnici ministeriali avevano valutato l’opera appena 38mila euro, ritenendola un dipinto del 1850 di “modesto valore“.
In realtà, come accertato dopo un restauro, il quadro risale al 1350 ed è attribuibile al “Maestro del 1302”, un pittore anonimo attivo in Emilia nella prima metà del XIV secolo e autore di importanti affreschi nel Battistero di Parma, tra cui la “Madonna col Bambino e il vescovo donatore Gerardo Bianchi” (da non confondere con Benedetto Antelami, che progettò la struttura nel XII secolo).
Il Consiglio di Stato ha dato definitivamente ragione alla società privata di Lugano che aveva acquistato la tela, respingendo il ricorso del Ministero.
La vicenda ha inizio nel marzo 2020, quando la società elvetica richiede l’attestato di libera circolazione per una “Madonna col Bambino” di scuola italiana, stile bizantino.
Sul retro compariva la scritta “Dipinta da Alfonso Martorelli Fiori Bologna anno 1850“. L’Ufficio esportazione concede il via libera nell’agosto 2020. Nell’ottobre 2022, però, i restauratori svizzeri scoprono che quello letto come un “8” era in realtà un “3”: l’opera era stata dipinta ben 500 anni prima, nel 1350. Poco dopo, la casa d’aste Christie’s inserisce il dipinto nel catalogo “Old Masters Evening Sale” con una valutazione tra le 400mila e le 500mila sterline (oltre mezzo milione di euro). Accortosi dell’errore, il 16 marzo 2023 il Ministero della Cultura tenta di annullare l’attestato in autotutela, contestando alla società false dichiarazioni.
I giudici del Consiglio di Stato, confermando la precedente decisione del Tar del Lazio, hanno però bloccato il provvedimento ministeriale.
La sentenza ha recepito l’orientamento della Corte Costituzionale, che fissa in 12 mesi il limite massimo entro cui lo Stato può revocare l’attestato di libera circolazione in autotutela. Essendo il Ministero intervenuto dopo oltre due anni e mezzo, il ricorso è stato respinto e l’opera rimarrà legalmente all’estero.
