L’Unione Europea e l’India hanno concluso oggi, 27 gennaio, uno storico accordo di libero scambio, definito dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen «la madre di tutte le intese». Si tratta del più ampio accordo commerciale mai siglato da entrambe le parti, frutto di negoziati iniziati nel 2007, sospesi nel 2013 e ripresi nel 2022, conclusi formalmente nell’ottobre 2025.
L’intesa riguarda un mercato di circa due miliardi di persone, pari a quasi un quarto del PIL globale, e punta a rafforzare in modo decisivo i rapporti economici tra UE e India, quarta economia mondiale e nono partner commerciale europeo.
L’accordo prevede l’eliminazione o la riduzione di oltre il 90% dei dazi, con l’obiettivo di raddoppiare le esportazioni UE verso l’India. Per gli esportatori europei, la liberalizzazione interesserà il 96,6% delle esportazioni di beni, con risparmi stimati fino a 4 miliardi di euro l’anno.
I maggiori benefici riguardano il settore manifatturiero: macchinari, apparecchiature elettriche, prodotti chimici, plastica, acciaio e farmaceutici vedranno una progressiva riduzione dei dazi, mentre per i veicoli a motore è prevista una riduzione dal 110% al 10% entro quote limitate.
Sul fronte agricolo e agroalimentare, l’India ridurrà drasticamente dazi oggi molto elevati: vino, alcolici, olio d’oliva, prodotti trasformati, ortofrutta e carni ovine beneficeranno di tagli significativi o dell’azzeramento delle tariffe. Restano esclusi dalla liberalizzazione i prodotti agricoli più sensibili per entrambe le parti, con l’introduzione di meccanismi di salvaguardia per evitare squilibri di mercato.
L’accordo include inoltre un capitolo su commercio e sviluppo sostenibile, con impegni su clima, tutela ambientale, diritti dei lavoratori ed emancipazione femminile.
Parallelamente, al vertice Ue-India è stato avviato anche un partenariato per la sicurezza e la difesa, che rafforza la cooperazione su sicurezza marittima, cybersicurezza, antiterrorismo, spazio e scambio di informazioni classificate. Ora l’intesa dovrà essere approvata dalle istituzioni europee e ratificata dall’India per entrare in vigore.










