Donald Trump torna a vestire i panni del «mediatore globale» e scuote il fronte ucraino con un annuncio che, se confermato dai fatti, potrebbe offrire una boccata d’ossigeno vitale a milioni di civili. Dalla Casa Bianca, il tycoon ha reso noto di aver convinto Vladimir Putin a sospendere i bombardamenti su Kiev e sulle principali città ucraine per almeno una settimana. La ragione è squisitamente umanitaria, ma dettata dal «generale inverno»: l’arrivo di una massa d’aria polare che promette di far precipitare i termometri a livelli record.
Minaccia da -30 gradi
«Non hanno mai vissuto un freddo del genere», ha dichiarato Trump, precisando di aver chiesto personalmente al leader russo questo gesto di de-escalation. «Lui ha accettato, è stato molto carino», ha aggiunto il presidente americano, descrivendo un’interazione che, tuttavia, non ha ancora trovato conferme ufficiali dal Cremlino. La necessità di una pausa è certificata dai bollettini meteo: tra l’1 e il 3 febbraio, nelle regioni del Donetsk e di Kharkiv, le minime oscilleranno tra i -20°C e i -27°C, con punte di -30°C in alcune aree rurali. In un Paese dove il sistema elettrico e di riscaldamento è stato decimato dai recenti raid russi, un simile gelo senza forniture energetiche si tradurrebbe in una strage silenziosa tra le mura domestiche.
La reazione di Kiev
Volodymyr Zelensky ha affidato a X un ringraziamento prudente ma caloroso: «L’approvvigionamento energetico è fondamentale per la vita», ha scritto il leader ucraino, sottolineando come ogni misura di distensione sia un passo verso la fine delle ostilità. Tuttavia, la diffidenza resta altissima. Solo poche ore prima dell’annuncio di Trump, l’intelligence di Kiev aveva segnalato i preparativi russi per un nuovo «attacco massiccio», un’operazione che rischierebbe di far deragliare i fragili contatti diplomatici imbastiti tra Washington, Mosca e Kiev. Nonostante l’annuncio della tregua, la cronaca recente racconta ancora di morte: droni russi hanno colpito Zaporizhzhia e Kryvyi Rih, uccidendo quattro persone, a dimostrazione che il fronte resta incandescente fino all’ultimo istante utile.
Diplomazia e pressione economica
Il segretario di Stato Marco Rubio ha precisato che ai prossimi colloqui Washington non sarà rappresentata dagli inviati speciali Witkoff e Kushner. L’Alta Rappresentante Kaja Kallas ha ufficializzato l’inserimento della Russia nella «lista nera» antiriciclaggio dell’Ue. L’Ucraina, continua a chiedere il mantenimento del sostegno militare e finanziario: una tregua di una settimana non significa ancora la pace.