La guerra in Ucraina prosegue con un’intensificazione degli attacchi russi mentre ad Abu Dhabi è in corso un delicato tentativo diplomatico verso la pace. Nella notte, droni russi hanno colpito Kiev e altre città ucraine, causando esplosioni, incendi e almeno un ferito. Le autorità locali riferiscono di danni all’infrastruttura civile in diversi quartieri della capitale, mentre il bilancio resta in aggiornamento.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato il Consiglio dell’Unione europea per l’approvazione del quadro giuridico che consentirà un’assistenza finanziaria di 90 miliardi di euro nel periodo 2026-2027, definendo questi fondi una «garanzia di sicurezza finanziaria» per il Paese e auspicando una rapida attuazione dei passaggi successivi.
Intanto oltre 53mila famiglie sono rimaste prive di energia elettrica a Zaporizhzhia e nel resto della regione a causa dei raid russi sferrati ieri. A farlo sapere ai principali organi d’informazione di Kiev è il governatore locale, Ivan Fedorov. Colpite le infrastrutture civili, aggravata la situazione umanitaria in un’area già colpita dal conflitto.
I negoziati ad Abu Dhabi
Ad Abu Dhabi è iniziato il secondo giorno dei negoziati trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti. Il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov ha confermato consultazioni trilaterali, lavori in gruppi e un processo di «sincronizzazione delle posizioni». Da Mosca, il negoziatore Kirill Dmitriev ha parlato di «movimenti positivi» nei colloqui, accusando però Unione europea e Regno Unito di tentare di ostacolare il processo. Secondo fonti citate dall’agenzia Tass, tra i nodi centrali delle trattative vi sono questioni economiche, territoriali e le condizioni per un cessate il fuoco. Mosca chiederebbe inoltre il riconoscimento internazionale del Donbass come parte della Federazione Russa.
A conferma del sostegno politico dell’Europa orientale all’Ucraina, il primo ministro polacco Donald Tusk è arrivato a Kiev. C’è preoccupazione per la sicurezza globale: è scaduto il trattato New Start sul controllo delle armi nucleari e l’Onu ha lanciato l’allarme, definendo il vuoto normativo attuale un grave rischio per la pace mondiale.










