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Zelensky a Londra e Bruxelles: no a visione unica sul Donbass, Mosca incrimina dirigenti ucraini

Nuova ondata di raid russi nella notte in Ucraina, con attacchi di droni che hanno colpito le regioni di Chernihiv, Okhtyrka e Dnipropetrovsk, causando un morto e diversi feriti, tra cui bambini. A Chernihiv un drone si è schiantato vicino a un condominio, ferendo tre persone e innescando un incendio. Nelle stesse ore, Mosca ha annunciato di aver abbattuto 67 droni ucraini in diverse regioni della Federazione.

Mentre la situazione sul campo resta tesa, continua anche la battaglia diplomatica. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è a Londra per un vertice con Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz, seguito da tappe a Bruxelles e Roma per incontrare Ursula von der Leyen, António Costa e Giorgia Meloni.

Al centro dei colloqui la strategia di pace Usa e le garanzie di sicurezza per Kiev. Il leader ucraino ha sottolineato che sul Donbass non esiste una visione unitaria tra Stati Uniti, Russia e Ucraina e ha confermato la volontà di negoziare accordi separati sulle garanzie di sicurezza. Intanto Mosca ha incriminato 41 dirigenti ucraini per «genocidio» nella regione orientale, escludendo Zelensky. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha criticato le interferenze americane, mentre un gruppo di sette Paesi ha chiesto sostegno a Kiev con prestiti di ricostruzione. Kirill Dmitriev, esponente russo, ha invitato l’Ue a «ascoltare Trump” per evitare il declino europeo, sottolineando le tensioni tra visioni Usa ed Europa.

I negoziati

Secondo fonti vicine ai negoziati, la questione territoriale nel Donbass resta il nodo più difficile: Mosca pretende il ritiro ucraino dalle zone ancora sotto controllo di Kiev, richiesta che il presidente Zelensky definisce «inaccettabile» e su cui «non esiste una visione comune» tra Ucraina, Russia e Stati Uniti.

Intanto, a Londra, il team negoziale guidato da Rustem Umerov presenterà a Zelensky tutti i documenti ricevuti dagli americani, mentre in Europa cresce il dibattito sulla nuova strategia di sicurezza statunitense, accusata da Berlino di non considerare più la Russia una minaccia.

Sul fronte del sostegno militare, i Paesi Bassi hanno annunciato nuovi fondi – altri 815 milioni di dollari in aiuti all’Ucraina per il 2026 – e si rafforza il fronte europeo favorevole all’uso dei profitti degli asset russi congelati per finanziare la difesa ucraina.

In attesa dei nuovi incontri, Zelensky ribadisce: «Alcuni elementi del piano richiedono ulteriori discussioni. L’Ucraina ha bisogno di garanzie di sicurezza reali. Vogliamo una pace giusta e duratura, non un accordo imposto».

Europa compatta su Kiev: Zelensky rafforza l’intesa con Ue e Usa mentre avanzano i piani di pace

L’Europa rinsalda il proprio asse politico e diplomatico a sostegno dell’Ucraina in un momento definito da diversi leader come “cruciale” per il futuro del conflitto e dei negoziati di pace. Nel corso di una serie di incontri a Londra e nelle successive consultazioni europee, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito l’importanza dell’unità tra Kiev, i partner europei e gli Stati Uniti. Ringraziando Regno Unito, Francia e Germania per la compattezza dimostrata, Zelensky ha sottolineato i progressi nel coordinamento sulle garanzie di sicurezza, sulla ricostruzione e sul sostegno militare.

Dalla Commissione europea è arrivata una conferma della centralità dell’Ucraina nei nuovi strumenti di difesa comune: la presidente Ursula von der Leyen ha evidenziato che Kiev è inclusa in 15 dei 19 piani SAFE già presentati, rimarcando come l’esperienza maturata sul campo dagli ucraini stia contribuendo all’evoluzione dell’intero apparato difensivo europeo. Parallelamente, la Commissione prosegue il lavoro sul “Prestito per Riparazioni”, basato sugli asset russi immobilizzati: un meccanismo che, secondo von der Leyen, aumenterebbe i costi della guerra per Mosca e rafforzerebbe la deterrenza europea.

Il sostegno a Kiev

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno rinnovato il sostegno a Kiev, definendo il destino dell’Ucraina indissolubilmente legato a quello dell’Europa. Da Londra, il premier britannico Keir Starmer ha insistito sulla necessità di una pace “giusta e duratura”, riconoscendo allo stesso tempo il ruolo imprescindibile della mediazione statunitense.

Anche l’Italia, tramite la premier Giorgia Meloni, ha ribadito l’importanza della convergenza transatlantica: durante una videoconferenza con Zelensky e altri leader, Meloni ha posto l’accento sull’esigenza di rafforzare il coordinamento su sicurezza, sostegno economico e ricostruzione.

Mentre prosegue il lavoro diplomatico, il conflitto continua a segnare profondamente il Paese: l’aeronautica ucraina ha annunciato la morte del tenente colonnello Evgueni Ivanov durante una missione di combattimento sul fronte orientale.

Il presidente ucraino, lasciata Londra, è ora atteso a Bruxelles per una nuova serie di colloqui con la Nato e le istituzioni europee, nel tentativo di consolidare ulteriormente il fronte internazionale a sostegno dell’Ucraina.

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