Tra dieci giorni la guerra in Ucraina compie quattro anni e l’attenzione internazionale è concentrata su Abu Dhabi, dove sono iniziati contatti trilaterali con Russia e Stati Uniti su questioni di sicurezza. Secondo diverse fonti, durante la giornata si sono svolti incontri informali, mentre i negoziati formali dovrebbero entrare nel vivo in serata, con un secondo round previsto per domani.
Al centro delle discussioni c’è soprattutto il futuro dei territori orientali, in particolare il Donbass. Il Cremlino ha ribadito che una pace duratura non è possibile senza una soluzione territoriale e chiede il ritiro delle truppe ucraine dalla regione. La delegazione russa è composta esclusivamente da personale militare.
Donald Trump ha affermato di ritenere sia Putin sia Zelensky interessati a un accordo di pace, sostenendo che tutte le parti dovranno fare concessioni per salvare vite umane. Zelensky, da parte sua, ha dichiarato di attendere dagli Stati Uniti data e luogo per la firma di garanzie di sicurezza e ha ribadito che il nodo chiave resta l’Ucraina orientale.
Scontri verbali dopo l’intervento di Zelensky a Davos
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha giudicato “ingenerose” le critiche di Zelensky all’Ue, rivendicando il forte sostegno politico, finanziario e militare europeo. La Francia ha invece aperto alla necessità futura di discutere con Mosca una nuova architettura di sicurezza europea.
L’Iran ha duramente attaccato Zelensky dopo le sue critiche alla repressione a Teheran. «Il mondo ne ha abbastanza di pagliacci disorientati», ha detto oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che si è scagliato contro Volodymyr Zelensky.
Una reazione scatenata al World Economic Forum di Davos, proprio dal presidente ucraino dove ha affermato: «Il mondo non ha fatto abbastanza per aiutare il popolo iraniano» durante la repressione delle proteste antigovernative che hanno scosso il Paese all’inizio di questo mese, causando diverse migliaia di morti. «Cosa ne sarà dell’Iran dopo questo bagno di sangue? Se il regime sopravvive, manda un messaggio chiaro a tutti i bruti: uccidete abbastanza persone e rimarrete al potere», aveva detto il leader ucraino. Intanto la Cina ribadisce che solo dialogo e negoziati possono porre fine al conflitto.
Post guerra in Ucraina
Secondo un documento dell’Ue per la ricostruzione in Ucraina ci sarebbero ottocento miliardi di dollari in 10 anni: è quanto prevede la “Road map per la prosperità dell’Ucraina: una visione per l’Ucraina 2040” redatto dalla Commissione. Il documento, anticipato da Politico e confermato da fonti europee, fornisce un quadro del post-guerra in Ucraina. «La ricostruzione rappresenta un’opportunità unica per costruire un’economia del futuro, resiliente, digitalizzata e posizionata tra i mercati in più rapida crescita al mondo. Il raggiungimento di questo obiettivo richiederà la mobilitazione di capitali significativi», si legge nel testo.
La guerra operativa
Sul terreno la situazione resta drammatica. Massicci attacchi russi con oltre 100 droni hanno colpito l’Ucraina, aggravando la crisi energetica: più di un milione di persone è senza elettricità, acqua o riscaldamento, con temperature sotto lo zero. A Kiev quasi 2mila edifici sono senza riscaldamento e il sindaco Klitschko invita la popolazione a fare scorte di beni essenziali. L’Ue ha inviato 447 generatori di emergenza. In Russia, un attacco con droni ha provocato un incendio in un deposito petrolifero a Penza.