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Turismo, cresce l’Influencer economy: così il contenuto digitale diventa promozione territoriale

Accanto ai poli tradizionali emergono nuove realtà come Puglia, Sicilia e Campania, dove il contenuto digitale è diventato strumento di promozione territoriale e di narrazione identitaria. È la fotografia di InfoCamere sulla distribuzione geografica legata alla «Influencer economy» che mostra una presenza equilibrata su tutto il territorio nazionale: il Nord Ovest concentra, infatti, il 30,2%…
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Accanto ai poli tradizionali emergono nuove realtà come Puglia, Sicilia e Campania, dove il contenuto digitale è diventato strumento di promozione territoriale e di narrazione identitaria. È la fotografia di InfoCamere sulla distribuzione geografica legata alla «Influencer economy» che mostra una presenza equilibrata su tutto il territorio nazionale: il Nord Ovest concentra, infatti, il 30,2% delle imprese (7.681), il Centro il 26,9% (6.834), il Mezzogiorno e le Isole il 27,9% (7.103) mentre il Nord Est risulta il «fanalino di coda» con il 15% (3.811).

Gli altri dati

Oltre il 39,8% delle imprese ha meno di 10 anni di attività, contro il 60% del campione di controllo costituito da imprese tradizionali dello stesso settore. Come riporta l’Ansa, gli amministratori hanno un’età mediana di 48-49 anni, circa 6 anni in meno rispetto alla media nazionale, con una forte presenza di under-40 e, nelle imprese «core», anche di under-30. Emerge inoltre una quota lievemente più alta di donne amministratrici (27,6% nelle ibride, contro il 26,3% nelle imprese di controllo), segnale di una maggiore accessibilità imprenditoriale in un settore dove le barriere d’ingresso sono più basse: non servono grandi capitali, ma competenza digitale, creatività e capacità di costruire comunità online.

Dal punto di vista dimensionale, il 93% delle Digital Content Creator è costituito da micro e piccole imprese (fino a 9 addetti), riflettendo la natura artigianale-digitale del fenomeno. Tuttavia, molte di queste realtà stanno evolvendo verso forme più strutturate, con collaboratori stabili e modelli di business definiti.

«Le imprese nate nell’ambito della digital content creation identificano il passaggio da competenza d’uso alla capacità di fare impresa nel digitale – spiega il professor Paolo Gubitta, Ordinario del Dipartimento di Economia dell’Università di Padova e coordinatore della ricerca. – Si tratta di un fenomeno che esprime una nuova forma di imprenditorialità diffusa, in cui la competenza tecnologica è al tempo stesso strumento operativo e fattore identitario».

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