Donald Trump torna all’attacco di Papa Leone XIV, a due giorni dalla visita in Vaticano del segretario di Stato Marco Rubio, indicata come un tentativo di “ricucire i rapporti” tra Washington e la Santa Sede. In un’intervista a Salem News Channel, il presidente americano ha accusato il Pontefice di «mettere in pericolo molti cattolici e molte persone», insinuando che Leone sarebbe favorevole a un Iran dotato di arma nucleare.
«Pensa che sia giusto che l’Iran abbia un’arma nucleare. Beh, è di Chicago, deve imparare parecchie cose», ha detto Trump, rispondendo a una domanda del giornalista Hugh Hewitt sul mancato intervento papale per Jimmy Lai, attivista di Hong Kong detenuto in Cina. «Il Papa preferisce parlare del fatto che per l’Iran va bene avere un’arma nucleare, e non credo che sia una cosa positiva», ha aggiunto.
Dal Vaticano, la linea resta improntata alla prudenza. «Il Papa ha già risposto, io non aggiungerei nulla», ha dichiarato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, ricordando che Leone XIV «ha dato una risposta molto, molto cristiana» ribadendo di voler predicare la pace. «Che questo possa piacere o non possa piacere è un discorso», ha sottolineato Parolin, «ma quella è la risposta del Papa».
Sulla stessa posizione Matteo Salvini: «Il Papa non si discute, si ascolta», ha detto il vicepremier.
In vista dell’incontro, l’ambasciatore Usa presso la Santa Sede Brian Burch ha parlato di una «conversazione franca» sulle politiche dell’amministrazione Trump. Per Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero per la Cultura, la missione di Rubio servirà soprattutto a «raffreddare la retorica» e riportare il confronto su un piano più istituzionale.