A bordo dell’Air Force One, di rientro da Mar-a-Lago, il presidente statunitense ha affermato che Cuba sarebbe «pronta a cadere» e che il collasso dell’isola sarebbe ormai imminente. Secondo Trump, l’economia cubana, già provata da anni di embargo, sarebbe stata ulteriormente indebolita dalla crisi venezuelana e dalla fine delle forniture di petrolio sovvenzionato da Caracas. Per questo, ha escluso la necessità di un intervento militare diretto: «Penso che cadrà e basta».
Nel corso delle dichiarazioni, Trump ha allargato il discorso e avvertito anche il Messico, invitandolo a fare di più contro il narcotraffico e rivelando di aver più volte offerto l’invio di truppe statunitensi, proposta che la presidente Claudia Sheinbaum avrebbe accolto con preoccupazione. Dure anche le parole sulla Colombia e sull’Iran, quest’ultimo minacciato di «conseguenze molto dure» in caso di repressioni violente delle proteste.










