Le ambizioni politiche per il futuro, la tensione internazionale in Medio Oriente e le stringenti misure di sicurezza che ne condizionano l’agenda istituzionale: al suo rientro a Washington dall’Ohio, Donald Trump ha tracciato un bilancio su alcuni dei dossier più caldi del suo mandato. Rispondendo ai cronisti sulla possibilità di correre nuovamente per la Casa Bianca tra due anni, il tycoon ha frenato sui rumor relativi a una sua terza discesa in campo, ricordando i vincoli imposti dalla Costituzione statunitense: «Tutti mi chiedono se correrò nel 2028, ma la legge in materia è molto chiara e rigorosa. Mi piacerebbe candidarmi, ma la legge è molto ferrea».
Tensione in Medio Oriente e il nodo dello Stretto di Hormuz
Sul piano della politica estera, il leader americano ha espresso parole di estrema fermezza nei confronti delle autorità di Teheran, tornando sulle dinamiche strategiche che interessano una delle rotte commerciali e marittime più cruciali del pianeta: «Non mi fido dell’Iran e siamo noi a controllare lo Stretto di Hormuz, non loro». Rincarando la dose sull’assetto dell’area, il presidente ha ribadito come Washington non intenda tollerare strappi all’equilibrio geopolitico della regione, assicurando che l’Iran «non diventerà il bullo del Medio Oriente».
I retroscena sulla sicurezza e la fuga dal summit Nato ad Ankara
Il capo di Stato si è poi soffermato sui retroscena della rocambolesca e improvvisa partenza che a luglio aveva interrotto la sua partecipazione al vertice Nato organizzato ad Ankara, in Turchia. Rivelando come la scelta sia stata dettata da precise e inderogabili direttive del Secret Service, l’inquilino della Casa Bianca ha posto l’accento sul livello di rischio che accompagna quotidianamente le sue uscite pubbliche: «Ricevo molte minacce, molte minacce di cui non siete a conoscenza. Chiunque abbia un ruolo di peso deve affrontare molte minacce, chi non conta nulla non viene minacciato: credo di essere il bersaglio principale». Allineandosi del tutto alle valutazioni degli agenti preposti alla sua tutela, l’amministratore ha concluso ribadendo di essersi limitato a seguire le istruzioni operative predisposte dai servizi di sicurezza.
