Il governo guidato da Giorgia Meloni ha disposto un’ulteriore estensione della sospensione dell’accordo di Schengen nei confronti della Spagna, allungando i controlli straordinari per altri 15 giorni proprio nel momento in cui scadeva il termine fissato al 31 agosto: la misura, comunicata dal titolare dell’Interno Matteo Piantedosi al corrispettivo iberico tramite un colloquio telefonico, è stata formalizzata attraverso un’apposita nota diffusa dal Viminale. L’amministrazione ha precisato come la notifica inviata alle autorità dell’Unione Europea riguardi la proroga delle ispezioni alle frontiere aeree e marittime, una scelta raccomandata dalle valutazioni del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere poiché permangono le medesime criticità che avevano spinto al ripristino delle verifiche lo scorso 1° agosto, pure prendendo atto dei passi in avanti compiuti da Madrid in sinergia con i vertici comunitari per riportare la situazione verso una graduale stabilità.
Le ragioni della decisione e la lettura politica della stretta sui confini
A determinare la conferma della linea di rigore è la persistenza della crisi migratoria nell’exclave di Ceuta, dove si trovano ancora oltre 5mila migranti giunti dopo la massiccia ondata d’ingressi registrata alla fine del mese di luglio: una motivazione tecnica che si intreccia tuttavia con dinamiche di natura politica nei rapporti con l’esecutivo guidato da Pedro Sánchez, dal momento che tra i due paesi non sussistono confini terrestri diretti.
