Home » Taranto » Chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, anche Acciaierie d’Italia ricorre in Cassazione

Chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, anche Acciaierie d’Italia ricorre in Cassazione

Il ricorso depositato da AdI segue quello già presentato da Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria degli impianti

Chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, anche Acciaierie d’Italia ricorre in Cassazione

Anche Acciaierie d’Italia (AdI) in amministrazione straordinaria – gestore degli impianti del siderurgico di Taranto – ha depositato un ricorso straordinario alla Corte di Cassazione contro il decreto con cui, il 27 luglio scorso, la Corte d’Appello di Milano ha ordinato la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva, entro 90 giorni, per inquinamento e danni alla salute.

Il ricorso depositato da AdI segue quello già presentato da Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria degli impianti.

La tesi del ricorso di Acciaierie d’Italia, firmata dagli avvocati Luisa Torchia e Marco Annoni, è che la Corte d’Appello abbia sostituito integralmente la misura prevista dal Tribunale. In questo modo, ha impedito alla società di applicare le soluzioni correttive indicate in primo grado per evitare la sospensione dell’attività produttiva.

La decisione della Corte d’Appello nasce dal procedimento promosso da un gruppo di cittadini di Taranto e dall’associazione Genitori tarantini. Snodo decisivo, febbraio scorso, quando il Tribunale di Milano aveva imposto la ridefinizione dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) 2025 – sulla quale erano state osservate carenze – entro il 24 agosto 2026. In caso contrario, il siderurgico avrebbe dovuto interrompere la produzione.

I giudici civili di secondo grado hanno poi accolto parzialmente il ricorso presentato da Genitori tarantini, ordinando la chiusura dell’area a caldo – cuore dello stabilimento – entro 90 giorni e la ripresa della produzione solo dopo lo smaltimento integrale dell’amianto e la riduzione delle polvere sottili e delle emissioni nei limiti di sicurezza.