Stanotte torna l’ora solare: alle 3 del mattino le lancette di orologi e altri dispositivi andranno spostate indietro di un’ora (alle 2), consentendo di guadagnare un’ora di sonno in più ma nel pomeriggio ci sarà un’ora di luce in meno.
Perché si cambia l’ora
L’alternanza tra ora legale e solare nasce per sfruttare al massimo la luce naturale e contenere i consumi energetici.
L’idea originaria risale alle intuizioni di Benjamin Franklin nel XVIII secolo e alla proposta formale del neozelandese George Vernon Hudson a fine Ottocento.
In Italia la prima applicazione avvenne nel 1916, in piena prima guerra mondiale. Dopo vari utilizzi temporanei, tra cui la seconda guerra mondiale, la misura è stata stabilizzata nel 1966.
Il cambio è disciplinato dalla Direttiva 2000/84/CE, che impone a tutti i 27 Paesi dell’Unione europea lo spostamento delle lancette l’ultima domenica di marzo e l’ultima domenica di ottobre.
Sebbene nel 2019 il Parlamento europeo si sia espresso a favore dell’abolizione dei cambi stagionali su proposta della Commissione, il mancato accordo tra gli Stati membri mantiene il sistema tuttora in vigore.
Effetti sull’organismo e consigli
Il passaggio all’ora solare comporta una diversa distribuzione della luce naturale, con mattinate più luminose e sere buie che possono influenzare l’umore. Gli esperti parlano di un “mini jet lag”, sebbene il ritorno all’ora solare risulti generalmente meno faticoso rispetto allo switch primaverile.
Per facilitare il riallineamento dell’orologio biologico, i medici raccomandano di esporsi alla luce del sole appena svegli, mantenere orari di sonno regolari ed evitare caffeina, alcol e schermi luminosi nelle ore serali. Risultano utili anche una cena leggera e un’attività fisica moderata durante la giornata.
