A Torino sono in migliaia le persone al corteo nazionale in corso, a sostegno del centro sociale Askatasuna, sgomberato poco più di un mese fa. Una manifestazione partecipata da studenti, famiglie, residenti del quartiere Vanchiglia, centri sociali, collettivi e delegazioni provenienti da tutta Italia con un’affluenza stimata di circa 15mila persone.
Diverse centinaia di manifestanti si sono radunate già nelle prime ore a Porta Susa e davanti a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche occupata nei giorni precedenti, da dove è partito uno spezzone universitario con lo striscione “Askatasuna vuol dire libertà. Torino è partigiana”, decorato dal fumettista Zerocalcare. In testa al corteo bandiere palestinesi, No Tav, del Kurdistan e simboli transfemministi, mentre dal microfono si scandivano slogan pro-Pal e messaggi di resistenza contro il governo Meloni.
Tra i partecipanti anche volontari per il soccorso in caso di necessità e figure di spicco come il leader No Tav Nicoletta Dosio. Il corteo è stato accompagnato da un imponente dispositivo di sicurezza, con circa mille poliziotti, 200 carabinieri e 100 finanzieri. Nei controlli preventivi, la polizia ha identificato oltre 700 persone, sequestrato maschere antigas, passamontagna, bombolette spray, bastoni e oggetti atti al travisamento, emettendo 24 fogli di via e 10 avvisi orali.
La manifestazione ha suscitato anche critiche istituzionali: il ministro Paolo Zangrillo ha definito il corteo «una celebrazione della delinquenza» collegata a gruppi antagonisti e pro-Pal. Tuttavia, per gli organizzatori, la giornata rappresenta «un inizio per costruire un’opposizione reale ai governi, a partire dai quartieri». Tra gli artisti presenti anche Zerocalcare, Willy Peyote e i Subsonica, a testimonianza della rilevanza culturale e simbolica dell’evento.