Una doppia scossa di terremoto, di magnitudo rispettivamente di 7.2 e 7.5, ha stravolto il Venezuela provocando più di 30 morti e oltre 700 feriti.
Il Paese sudamericano è stato messo in ginocchio da uno sciame sismico di inusitata violenza. La prima fortissima scossa, di magnitudo 7.1, ha colpito il centro del Paese con epicentro nel comune di Montalbán, nello Stato di Carabobo, a circa 300 chilometri dalla capitale. Circa un’ora dopo, la terra ha tremato di nuovo in modo ancora più devastante: una seconda scossa di magnitudo 7.5 ha investito la costa occidentale, localizzata a 23 chilometri da Yumare, una cittadina di 20 mila abitanti. Questo secondo evento è stato preceduto di appena 39 secondi da un altro sisma di magnitudo 7.2.
Le autorità statunitensi avevano inizialmente diramato un’allerta tsunami per Porto Rico, le Isole Vergini e le coste entro i 300 chilometri dall’epicentro, ma i centri di monitoraggio hanno successivamente dichiarato il rientro dell’allarme, confermando che la minaccia è cessata.
La situazione è drammatica. La presidente Rodríguez ha definito una «vera tragedia» le condizioni dello stato costiero di La Guaira, il più colpito, dove si registrano decine di edifici distrutti.
Scene di panico e gravi devastazioni si sono vissute anche nell’area metropolitana di Caracas. Nel comune di Chacao, il sindaco Gustavo Duque ha confermato il crollo di numerose palazzine, in particolare nel quartiere di Los Palos Grandes lungo la Primera Avenida. I soccorritori, composti da circa 150 operatori tra vigili del fuoco e protezione civile, hanno già estratto vive 18 persone dalle macerie. Lo stesso sindaco Duque ha lanciato un appello urgente alle imprese edili private affinché inviino operai, ruspe, martelli pneumatici e riflettori per accelerare le difficili operazioni di scavo che proseguiranno senza sosta anche durante la notte.
Al momento non risultano vittime italiane, come conferma l’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, specificando che l’Unità di Crisi della Farnesina e la rete consolare sono al lavoro per verificare la sicurezza dei tantissimi connazionali residenti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, esprimendo solidarietà alla presidente ad interim Delcy Rodríguez, ha espresso il timore che qualche italo-venezuelano possa essere rimasto intrappolato nei crolli e ha annunciato di aver proposto l’attivazione del meccanismo di protezione civile dell’Unione Europea per coordinare gli aiuti di emergenza.
