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Tariffe Trump scuotono il commercio, Europa e Ucraina affrontano crisi tra sanzioni e guerra

Il commercio internazionale è scosso dalle nuove tariffe globali annunciate da Donald Trump, che prevedono dazi fino al 15% tramite una scappatoia del Trade Act del 1974, nonostante la Corte Suprema abbia dichiarato illegittimi quelli imposti unilateralmente lo scorso anno. L’Unione europea chiede chiarimenti sugli accordi di luglio, mentre Commissione europea e Germania mostrano prudente…
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Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha in collegamento con il Consiglio Ue esteri il 23 febbraio 2026

Il commercio internazionale è scosso dalle nuove tariffe globali annunciate da Donald Trump, che prevedono dazi fino al 15% tramite una scappatoia del Trade Act del 1974, nonostante la Corte Suprema abbia dichiarato illegittimi quelli imposti unilateralmente lo scorso anno. L’Unione europea chiede chiarimenti sugli accordi di luglio, mentre Commissione europea e Germania mostrano prudente ottimismo.

Il Parlamento europeo minaccia di sospendere la ratifica dell’intesa, ma la confederazione tedesca delle imprese BDI e figure politiche come Antonio Tajani e Tommaso Foti invitano alla cautela. Il Regno Unito ritiene che i dazi non impatteranno significativamente sull’accordo con gli Stati Uniti, mentre la Cina li definisce controproducenti. I mercati europei reagiscono con cali e le imprese devono rivedere piani e flussi di ricavi.

Sul fronte politico e militare, la guerra in Ucraina entra nel quinto anno. La Banca Mondiale stima circa 588 miliardi di dollari di costi per la ricostruzione nei prossimi dieci anni, soprattutto in energia e infrastrutture. Kiev annuncia nuovi scambi di prigionieri con Mosca e supporto ai prigionieri bielorussi. L’UE impone sanzioni a otto funzionari russi, mentre Ungheria e Slovacchia bloccano il ventesimo pacchetto, suscitando critiche da Polonia e Ucraina. Il presidente francese Emmanuel Macron sollecita nuove sanzioni e il coinvolgimento europeo nelle trattative per il cessate il fuoco. Mosca segnala danni a una stazione dell’oleodotto Druzhba attribuiti a un drone ucraino, complicando l’approvvigionamento energetico.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz definisce sorprendenti le conquiste territoriali ucraine, lodando la resistenza di Kiev e il peso delle sanzioni sull’economia russa. Critica la Russia di Putin come “al livello più profondo della barbarie” e invita a non ridurre il sostegno all’Ucraina. Sul campo, l’esercito ucraino ha liberato 400 km² e otto insediamenti, mentre Belgorod subisce gravi danni da attacchi missilistici. In Polonia, un cittadino bielorusso è incriminato per spionaggio in favore di Minsk. Italia e Francia confermano il sostegno a Kiev, mentre l’Ungheria mantiene posizioni contrarie per ragioni energetiche e storiche.

Oksana Amdzhadin, incaricata d’affari ucraina in Italia, sottolinea la necessità di una pace giusta e il coinvolgimento europeo nei negoziati. Evidenzia le difficoltà per elezioni sicure e la resistenza della popolazione civile, che vive senza servizi essenziali ma continua a celebrare matrimoni, nascite e incontri sociali. La guerra ha effetti profondi sulla salute mentale, ma la resilienza e la speranza degli ucraini restano straordinarie.

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