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Summit della Diaspora a Tirana, la comunità italiana protagonista con lingua e cultura Arbëreshë

L’Italia, con le sue isole linguistico-culturali italo-albanesi, è stata tra i maggiori protagonisti della IV edizione del Summit della Diaspora, celebrata a Tirana dal 13 al 15 aprile.

La tre giorni è stata organizzata dal governo albanese per condividere idee e creare sinergie tra gli albanesi che vivono in patria e quelli che l’emigrazione ha disseminato in tutto il mondo con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo futuro del Paese delle Aquile.

Un posto di rilievo nelle 18 tavole rotonde, allestite per discutere su temi economici, culturali, sociali, è stato occupato dagli Arbëreshë, gli italiani discendenti degli albanesi, emigrati nel Regno di Napoli, a più ondate, tra il XV e il XVIII secolo, per sfuggire all’espansione dell’impero turco.

Ai dibattiti hanno partecipato rappresentanti di alcuni dei 50 centri, tuttora esistenti nelle regioni del Centro-Sud Italia che ancora conservano lingua, tradizioni, costumi, patrimonio culturale e rito religioso (cattolico bizantino) della terra d’origine, nonostante siano trascorsi quasi 560 anni dal primo «esodo».

Oltre a relatori siciliani, calabresi e molisani, un ruolo importante è stato rivestito dalla delegazione di San Marzano di San Giuseppe, il paese in provincia di Taranto che, assieme a Casalvecchio di Puglia e Chieuti, cittadine del Foggiano, conservano il patrimonio etno-linguistico albanese in Puglia.

Nella giornata conclusiva del summit, gli Arbëreshë sanmarzanesi hanno contribuito in maniera significativa al dibattito sui metodi possibili per salvare e valorizzare il patrimonio linguistico delle comunità storiche italo-albanesi. Nel panel, moderato da Diana Kastrati, Direttrice esecutiva del «Centro Studi e Pubblicazioni per gli Arbëreshë», si sono confrontati sull’argomento diversi rappresentanti istituzionali impegnati in questa importante operazione culturale.

C’erano la responsabile dello Sportello Linguistico del Molise Fernanda Pugliese, la funzionaria dell’Istituto Culturale Ladino dell’Alto Adige Sabrina Rasom, la direttrice del Centro Nazionale Albanese per le Attività Tradizionali Erilda Selaj, il sindaco di Piana degli Albanesi (PA) Rosario Petta e la Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale «Made in Arberia» Geri Ballo. Ma sono stati proprio due amministratori del Comune di San Marzano, il sindaco Francesco Leo e il consigliere delegato alla Tutela della Lingua e Cultura Arbëreshë Lorenzo Lonoce, a formulare le proposte più concrete per la conservazione della lingua Arbëreshë. Per il sindaco, sarebbe importante fondare una sezione speciale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani dedicata ai centri italo-albanesi che collabori attivamente con il governo albanese in questa importante «battaglia» culturale. Il consigliere Lonoce, ha suggerito che docenti albanesi di ogni ordine e grado vengano in Italia a studiare la lingua Arbëreshë, in tutte le varianti sviluppate nei diversi centri, per insegnarla anche in Albania e creare un altro polo di diffusione della parlata e della cultura della enclave etnica del Mezzogiorno d’Italia.

Le idee sono sul tavolo: toccherà ora ai governi albanese ed italiano impegnarsi affinché diventino iniziative concrete ed efficaci.

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