Stellantis conferma le indicazioni di inizio febbraio e archivia il 2025 con una pesante perdita di 22,3 miliardi di euro, dovuta al cambiamento di strategia sull’elettrico e alla scelta di mettere al centro la «libertà di scelta da parte del cliente» tra elettrico, ibrido e motore termico. In calo del 2% i ricavi netti pari a 153,5 miliardi di euro, mentre la perdita operativa rettificata è di 842 milioni di euro e il flusso di cassa industriale è negativo per 4,5 miliardi di euro. Per preservare una struttura finanziaria solida, il consiglio di amministrazione ha deliberato la sospensione del dividendo 2026 e ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride fino a 5 miliardi di euro.
Le rassicurazioni
L’amministratore delegato, Antonio Filosa, rassicura sul 2026 («acceleriamo per ritornare a una crescita profittevole», dice) e conferma i target finanziari dell’anno indicati a febbraio, con un ritorno nel 2027 a un flusso di cassa positivo. Le sue parole sono apprezzate dal mercato e il titolo chiude le contrattazioni in aumento del 4,24% a 6,778 euro.
«Preoccupati e amareggiati» i sindacati metalmeccanici per la decisione dell’azienda di non dare il premio di risultato ai lavoratori del gruppo. Una scelta, sottolineano, che colpisce buste paga già erose dalla cassa integrazione. Il premio non sarà erogato in quasi tutti gli Stati in cui la multinazionale è presente, gli unici ad avere il premio saranno i dipendenti del Sud America, dell’Africa e del Medio Oriente. La Fiom rende noto che c’è stato subito uno sciopero a Pomigliano, oggi ce ne saranno a Torino, Verrone, Termoli e Atessa, mentre negli altri siti ci saranno assemblee con i lavoratori nei prossimi giorni.
La situazione
Nella conference call con gli analisti finanziari sui conti, Filosa sottolinea che già nella seconda metà del 2025 c’è stata un’inversione di rotta con un aumento del 10% dei ricavi rispetto allo stesso periodo dell’anno e 2,8 milioni di consegne consolidate di veicoli, in aumento dell’11% grazie soprattutto al Nord America (+39%). Il flusso di cassa industriale del secondo semestre 2025, negativo per 1,5 miliardi di euro, rappresenta un miglioramento di circa il 50% rispetto al primo semestre 2025 e del 73% rispetto al secondo semestre 2024. «Nel secondo semestre 2025 – sottolinea Filosa – i ricavi sono tornati a crescere. Il reset decisivo che abbiamo annunciato il 6 febbraio rimettendo il cliente al centro di tutto ciò che facciamo ci consentirà il ritorno a una crescita profittevole. Il 2026 sarà il nostro anno di esecuzione. Ci impegniamo a garantire miglioramenti progressivi delle performance su tutti i principali indicatori di business».
