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Stellantis, Elkann torna da Trump per difendere gli interessi in terra americana

Anche se non si sa ancora in che misura colpiranno il mercato italiano, i dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, spaventano il settore dell’automotive. I dazi del 25% sulle auto prodotte al di fuori degli Stati Uniti dovrebbero entrare in vigore a partire da domani e saranno applicati anche a pezzi di…

Anche se non si sa ancora in che misura colpiranno il mercato italiano, i dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, spaventano il settore dell’automotive. I dazi del 25% sulle auto prodotte al di fuori degli Stati Uniti dovrebbero entrare in vigore a partire da domani e saranno applicati anche a pezzi di ricambio prodotti all’estero.

È il caso dell’Italia, che ormai da anni non è più una potenza a livello di esportazione delle automobili, ma più che altro delle componenti. L’export italiano delle auto negli Stati Uniti è pari a un valore di 3,4 miliardi di dollari all’anno.

Elkann di nuovo da Trump

Stando a quanto scrive l’agenzia Bloomberg Ford, Gm e Stellantis, starebbero cercando in tutti i modi di frenare l’amministrazione Trump sui dazi. Le tre case automobilistiche con sedi negli Stati Uniti, infatti, sostengono che le tariffe imposte sulle migliaia di componenti di cui si riforniscono all’estero, tra cui gli Stati europei, potrebbero avere degli effetti deleteri per il settore.

I rappresentanti delle tre sigle, presenti nelle scorse ore, alla Casa Bianca avrebbero quindi avanzato l’ipotesi dell’esclusione dalle tariffe. Avrebbero perché, in realtà secondo altre fonti, nel fatidico incontro tra il numero uno di Stellantis, John Elkann, e Donald Trump non si sarebbe toccata tanto la questione dazi, quanto quella del ripristino di standard meno rigidi sulle emissioni delle auto per una frenata sull’eletttrico.

Quello tra i due, in definitiva, è stato un incontro in cui Elkann avrebbe rappresentato soltanto la sua posizione come principale produttore di auto americane, visto che negli States conta almeno 75mila dipendenti e un fatturato annuo di 63,5 miliardi di euro.

Critico il Carroccio

La posizione altalenante di Elkann è stata criticata dalla Lega, in particolare da Andrea Crippa, vicesegretario del Carroccio. «Dopo aver dipinto Trump come un pazzo pericoloso, l’editore del gruppo Gedi gli bacia la pantofola per l’ennesima volta. Contrordine, compagni», ha affermato in tono sarcastico.

La paura per i dazi

Non si fermano, intanto, le preoccupazioni nel settore auto che con l’arrivo dei dazi potrebbe subire un colpo. «Si trovino rapidamente soluzioni negoziali, anche alla luce degli ingenti investimenti delle case automobilistiche europee negli Stati Uniti – ha chiarito il presidente di Unrae, Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, Michele Crisci – Il settore ha bisogno con urgenza di un quadro normativo chiaro da parte dell’Ue per definire le strategie di investimento e garantire la competitività delle aziende».

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