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Snam fa il pieno di ricavi, utile in crescita del 10,3%: in arrivo investimenti per 14 miliardi al 2030

Snam chiude il 2025 con un pieno di ricavi, saliti dell’8,9% a oltre 3,88 miliardi, e rilancia sugli investimenti, mettendo sul piatto un Piano strategico 2026-2030 da 14 miliardi. L’obiettivo indicato dall’amministratore delegato Agostino Scornajenchi è di affrontare «in modo pragmatico le sfide poste dall’attuale contesto globale».

Il quadro

Dallo stop di Hormuz l’Italia «non ha nessun problema di forniture del gas fino a marzo» grazie a «scorte di gas al 45%, il 10% sopra la media Ue» e da aprile «potranno esserci problemi di prezzi ma non di forniture». «Dal Qatar – argomenta – arrivano circa 7 miliardi di metri cubi sui 62 complessivi consumati in Italia e tutti i cargo di Gnl (gas naturale liquefatto, ndr) previsti per marzo sono confermati». «Guardando un po’ più in là – prosegue – dovremo gestire gli stoccaggi in un momento della stagione in cui normalmente gli operatori, con i prezzi più bassi, iniettano gas per la stagione successiva e dobbiamo capire cosa accadrà se i prezzi rimarranno alti». Proprio qui si inseriscono i 9,2 miliardi previsti dal piano in progetti legati al business del trasporto. Altri 2,1 miliardi sono per il potenziamento dei siti di stoccaggio e un miliardo per l’espansione del rigassificatore di Panigaglia (La Spezia) e il consolidamento di Olt a Livorno. Sono 800 i milioni per la cattura e lo stoccaggio della Co2 a Ravenna, a cui si aggiungono 240 milioni per l’efficienza energetica, 140 milioni per il biometano e 200 milioni per la dorsale dell’idrogeno. Previsto infine 1 miliardo per l’innovazione.

Dal punto di vista finanziario Snam ha chiuso il 2025 con il margine operativo lordo in rialzo del 7,8% a 2,97 miliardi e l’utile netto del 10,3% a oltre 1,42 miliardi. Gli investimenti sono scesi da 2,9 a 2,76 miliardi, mentre è sotto le stime l’indebitamento netto di 17,5 miliardi e la cedola sale del 4% a 30,21 centesimi.

Per il 2026 il gruppo stima di raggiungere una Rab tariffaria (attività regolata, ndr) in crescita del 10% a 28,81 miliardi, un margine operativo lordo di «circa 3,1 miliardi» e un utile netto di 1,45 miliardi, entrambi in crescita del 6%. A fine piano Snam la Rab sarà di 34,5 miliardi, con un margine operativo lordo di 3,8 miliardi e un utile netto di 1,7. Previsto un incremento del dividendo del 4% annuo fino a raggiungere a fine piano l’80% dell’utile. Prevista poi una ‘asset rotation’, ossia lo rotazione di capitale tra società controllate da 3 miliardi di euro per «una revisione sistematica del portafoglio». Se Italgas controllata all’11,4% non si tocca, De Nora, controllata al 21,4%, «non è strettamente core (strategica)» secondo Scornajenchi, ma non c’è «nessuna urgenza» di venderla, anzi, Snam «continuerà ad assisterla perché riteniamo che faccia un buon lavoro». In ogni caso Snam ha identificato «opportunità per circa 3 miliardi» combinando 1,6 miliardi di cessioni con 1,2 miliardi di acquisizioni». Brillante il titolo in Borsa, dove ha guadagnato l’1,57% a 6,46 euro, con il Ftse Mib a -1,61%.

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