Documenti inediti, fotografie mai diffuse, testimonianze definite «scioccanti». È un progetto ambizioso e delicato quello che Simona Ventura sta portando avanti da circa tre anni insieme al marito Giovanni Terzi: un documentario dedicato a Padre Pio, tra i santi più amati e discussi del Novecento.
I dettagli
L’iniziativa nasce all’interno della Ventura Academy, struttura impegnata nella produzione di documentari a sfondo storico e culturale, e promette di offrire uno sguardo non convenzionale su San Pio da Pietrelcina. La conduttrice televisiva non ha mai nascosto il forte legame personale con la figura del frate cappuccino. «È carismatico, controverso, un bastian contrario. E in questo mi ci riconosco», ha spiegato, rivendicando un approccio lontano dall’agiografia tradizionale.
Padre Pio, morto nel 1968 e canonizzato nel 2002 non senza polemiche, viene raccontato come un uomo profondamente umano, segnato da fragilità, scatti d’ira e da una costante lotta contro il male. «Combatteva con il diavolo – inteso come manifestazione del male – e questo emerge anche da materiali impressionanti, come fotografie dei guanti intrisi di sangue», racconta Ventura.
Le voci
Il documentario raccoglie anche le cosiddette “voci della memoria”: testimonianze di fedeli che hanno conosciuto il frate o che attribuiscono a lui eventi miracolosi. Un mosaico complesso che punta a restituire la dimensione terrena del santo, tanto che – osserva la conduttrice – continuiamo a chiamarlo “Padre Pio” più che “San Pio”, segno di una familiarità che resiste al tempo. Dal convento di San Giovanni Rotondo, intanto, i frati mantengono una posizione prudente.
Non sono stati coinvolti nel progetto e dichiarano di non conoscerne i contenuti, auspicando tuttavia che il lavoro sia ispirato a correttezza storica e a finalità culturali o spirituali. Resta aperta anche la questione della messa in onda: una volta concluso, il documentario dovrà trovare un’emittente disposta a trasmetterlo.
Dopo il Grande Fratello e le recenti polemiche televisive, Ventura sembra così confermare la sua inclinazione a cambiare rotta. «Mi piace spaziare», dice. Dopo i doc su Covid e Marco Pannella, Padre Pio rappresenta un nuovo tassello di un percorso che guarda alla memoria come chiave per comprendere il presente.










