La prima giornata di campionato si conclude lasciando dietro di sé due episodi che in particolare hanno scaturito delle perplessità negli appassionati. Tra i due, quello che ha scatenato maggiori polemiche, in quanto determinante ai fini del risultato, è relativo al goal del vantaggio del Napoli a Genova, dove De Bruyne, prima di segnare, è autore di un contrasto – giudicato regolare sia dall’arbitro Di Bello che dal Var – con il difensore genoano Vasquez, che cade perdendo la sfera. L’altro, accaduto in Torino-Milan, vede un contatto mano-pallone di Vlasic nell’area di rigore rossonera, giudicato non punibile dall’arbitro Zufferli e dalla sala di Lissone.
Genoa-Napoli, la rete contestata e convalidata di De Bruyne: il regolamento

In particolare, nell’episodio chiave il belga usa un braccio, piegato, per arrivare sull’avversario, mentre nella zona bassa sembra “tallonare” lo stesso. La discussione dunque si è incentrata su una presunta spinta, che avrebbe così destabilizzato il genoano a protezione del pallone. Ma cosa dice davvero il regolamento sulle spinte? Per differenziare un semplice contatto da una spinta vera e propria da considerare fallosa serve che questa sia valutata come “negligente”.
Il termine “spingere” è infatti presente nella seguente lista che comprende tutte le azioni che possono essere punibili, se compiute però con negligenza (per cui non è previsto alcun cartellino), imprudenza (meritevoli di ammonizione) o vigoria sproporzionata (meritevoli di espulsione): caricare; sgambettare o tentare di sgambettare; saltare addosso; dare o tentare di dare un calcio; spingere; colpire o tentare di colpire (incluso con la testa); effettuare un tackle o un contrasto. Ma esattamente cosa vuol dire per il regolamento “negligente”? Testualmente: “significa che il calciatore mostra una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che agisce senza precauzione”.
In episodi come questo, c’è da chiedersi quindi se quel braccio allargato aveva queste caratteristiche: mancava attenzione, considerazione o precauzione per destabilizzare l’avversario o era solo un contatto consequenziale a una presa di posizione e quindi di gioco regolare?
L’azione del belga potrebbe essere classificata anche come l’infrazione di “caricare”, ma sempre con le caratteristiche della negligenza (che non sono state ravvisate).
De Bruyne-Vaszquez: perché il Var non è intervenuto
Il requisito fondamentale per la chiamata all’On FIeld Review (al monitor) da parte della sala Var ormai i tifosi lo conoscono a memoria: errore chiaro ed evidente. Nel caso della valutazione di una negligenza, un contatto diventa punibile quando toglie in maniera palese la possibilità di mantenere o guadagnare il possesso del pallone a un calciatore avversario. In questo caso, probabilmente anche per le nuove disposizioni e linee guida di interpretazioni date dal designatore, ma in veste anche di nuovo formatore, Daniele Orsato, un contatto di un’intensità tale non è da considerarsi punibile oppure non tale da considerarsi come errore “chiaro ed evidente”: è stato infatti dichiarato dallo stesso designatore, a priori, la volontà di ridurre gli interventi filtrandoli con una soglia più alta.
Torino-Milan, il tocco con il braccio di Vlasic: il regolamento

Su un cross, con il Milan in fase d’attacco, il capitano del Torino si oppone toccando il pallone con il braccio destro: i rossoneri reclamano un calcio di rigore, l’arbitro non fischia e dopo il controllo il Var comunica che il gioco può essere ripreso. Nella discussione, si è parlato di “vicinanza” tra pallone e contatto come elemento di non punibilità. Il regolamento tuttavia non menziona mai questo parametro come discriminante fra quelli che possono delineare un fallo di mano.
Secondo il regolamento, innanzitutto, “non ogni contatto mano/braccio pallone è da considerarsi punibile”. “È un’infrazione (“fallo di mano”) se un calciatore: tocca il pallone con le proprie mani/braccia quando queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo. Si considera che un calciatore stia aumentando lo spazio occupato dal proprio corpo in modo innaturale quando la posizione delle sue mani / braccia non è conseguenza del movimento del corpo per quella specifica situazione o non è giustificabile da tale movimento. Avendo le mani / braccia in una tale posizione, il calciatore si assume il rischio che vengano colpite dal pallone e di essere punito”.
Per essere punibile, il contatto con il braccio deve quindi innanzitutto aumentare lo spazio occupato dal corpo. Se le braccia sono invece posizionate parallelamente o a contatto con il busto, lo spazio occupato non può dirsi aumentato. Conta poi anche l’attitudine nell’allargare il braccio per “farsi più grande” o aiutarsi per controllare od opporsi ad un pallone.
Tocco di mano di Vlasic: perché il Var non è intervenuto
Dalla sala Var, evidentemente, hanno ritenuto che quel contatto sia avvenuto con la posizione del braccio “naturale”, ovvero conseguenza del movimento del corpo per quella specifica situazione. Hanno ritenuto ovvero che il volume del corpo non sia stato aumentato a sufficienza per classificarlo come errore “chiaro ed evidente” e che le braccia seguissero una dinamica che giustificasse quella posizione.
