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Scontro tra alleati, Trump a Netanyahu: «Basta raid sul petrolio». Ma il Golfo è in fiamme

Donald Trump bacchetta Benjamin Netanyahu per gli attacchi al gas e al petrolio iraniano. «Gli ho detto di non farlo», ha assicurato il presidente alla Casa Bianca accanto alla premier giapponese Sanae Takaichi, dando voce a una frustrazione già espressa su Truth dove, con un messaggio infuocato in tarda serata, aveva smentito che gli Stati Uniti fossero stati informati del raid al giacimento di South Pars. Le dichiarazioni del presidente contraddicono quanto fatto trapelare da Israele, secondo cui l’attacco era stato coordinato e approvato dall’amministrazione Usa.

Il rapporto tra alleati

Con Netanyahu «andiamo d’accordo, ma in qualche occasione fa qualcosa… E se a me non piace gli dico che noi non la facciamo», ha poi precisato, cercando di mostrare un fronte compatto fra i due alleati nonostante – come ammesso dalla direttrice dell’intelligence Tulsi Gabbard – gli obiettivi dei due Paesi siano diversi. A dispetto delle iniziali indicazioni sul coordinamento e l’approvazione americana, Netanyahu ha confermato che Israele ha agito da solo contro il giacimento di gas di South Pars in Iran. «Trump ha chiesto di evitare ulteriori attacchi e noi lo stiamo facendo», ha aggiunto bollando come «bufala» il fatto che Israele abbia trascinato in guerra gli Stati Uniti.

La presa di distanza del commander-in-chief appare dettata dal timore di un ulteriore balzo delle quotazioni petrolifere, e quindi di un Armageddon sui mercati, e dalla possibilità che il danneggiamento delle infrastrutture energetiche possa causare problemi alla popolazione iraniana e quindi rafforzare il regime. Per contenere le fiammate dei prezzi l’amministrazione sta valutando varie alternative, e fra queste anche la possibilità di revocare le sanzioni sul petrolio iraniano già in transito.

«Non sapevamo nulla» dell’attacco a South Pars, ha scritto Trump sul suo social, sottolineando che neanche il Qatar, colpito in rappresaglia dall’Iran, sapeva. «Non ci saranno ulteriori attacchi da parte di Israele contro questo importantissimo giacimento» a meno che Teheran non attacchi il Qatar, ha aggiunto a lettere maiuscole. Se questo si verificasse allora «gli Stati Uniti, con o senza l’assistenza o il consenso di Israele, distruggeranno l’intero giacimento di gas di South Pars», ha assicurato il presidente.

La situazione del conflitto

Mentre gli attacchi nel Golfo continuano senza sosta e un F-35 americano è stato colpito e costretto a un atterraggio di emergenza, il commander-in-chief ha anche cercato di rassicurare sull’invio di soldati americani. «Non stiamo dispiegando truppe da nessuna parte. Se lo stessi facendo, comunque non lo direi», ha precisato rispondendo a chi gli chiedeva delle indiscrezioni sull’invio di migliaia di soldati in Medio Oriente. Secondo Cnn ci sono 5.000 marines in viaggio verso il Medio Oriente. Fonti hanno invece riferito a Reuters che l’amministrazione sta valutando l’invio di migliaia di soldati che potrebbero essere impiegati sull’isola di Kharg, oppure lungo le coste dell’Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz.

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